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S. Domenico, tamponi per tutti dopo l’ordinanza della Regione
La Asl sta procedendo ad effettuare tamponi per tutti gli ospiti e il personale, come prevede la nuova ordinanza regionale
PESCIA. In queste ore, la Asl sta procedendo ad effettuare tamponi per tutti gli ospiti e il personale della Rsa San Domenico, così come prevede la nuova ordinanza regionale. Nella casa di riposo, ad oggi, sono stati registrati 6 casi tra gli ospiti (tra cui un decesso) e riscontrate tre positività tra il personale, attualmente in quarantena.
«Abbiamo, e stiamo mantenendo, contatti con gli ospiti ospedalizzati e con il personale risultato positivo al tampone per tenerci aggiornati costantemente sulle loro condizioni di salute – ha fatto sapere la presidente del Cda Ilaria Camarlinghi – la responsabile KCS della struttura ha istituito un broadcast su cui quotidianamente comunica con le famiglie riguardo ai loro congiunti».
Nel merito della querelle scoppiata nei giorni scorsi con i sindacati, in modo particolare con la Uil, che aveva accusato la presidente di non avere gestito adeguatamente l'emergenza sanitaria, la stessa Camarlinghi fa sapere che «i protocolli di contenimento sono stati puntualmente rispettati dalla Cooperativa KCS che ha agito attuando tutte le misure richieste dalla Regione, condivise step by step con il consiglio stesso, col Comune e con la Sds. Smentiamo categoricamente di aver detto ai lavoratori di lavare e riutilizzare il materiale monouso; è stato solo suggerito, per farli sentire maggiormente a proprio agio, di lavorare con doppia mascherina chirurgica, quella prevista dai protocolli per ospiti asintomatici o paucisintomatici che si possono tenere sotto osservazione in struttura, disinfettando prima dell'uso quella esterna e le braccia dei camici per creare una ulteriore barriera di protezione, visto che si lavora con divisa a mezza manica. Nessuno ha impedito o messo in dubbio la necessità dei benefici di legge per coloro che ne hanno bisogno, tanto meno la quarantena. Non nascondiamo, altresì, che avremmo preferito istituire un tavolo di emergenza in cui confrontarsi tutti insieme sulle strategie da adottare, come ad esempio una rotazione settimanale del personale per permettere il riposo e qualche giorno di tranquillità anche ai dipendenti che non possono godere dei benefici di legge, perché il diritto alla salute è di tutti e non solo di alcuni». —
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