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La cucina (e il vino) di Giovanni Rotti direttamente a casa

Roberto Grazzini
La cucina (e il vino) di Giovanni Rotti direttamente a casa

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Nella città delle Terme, un segnale forte sotto il profilo della ristorazione, arriva da via Garibaldi 25, sede storica dell’Enoteca Da Giovanni. Il rinomato e pluridecorato locale prende tale denominazione dal baffuto titolare Giovanni Rotti, piemontese di Valduggia, in provincia di Vercelli ma ormai cittadino onorario montecatinese a tutti gli effetti. Non fosse altro che per più di mezzo secolo passato in Valdinievole dopo la gavetta a Venezia e Milano. Il suo amore per la buona cucina ha marciato sempre di pari passo con quello per i vini di qualità. Si perfeziona al Grand Hotel & La Pace e nel 1967 apre il suo primo locale “Le Torri di Brolio” in corso Roma. Quindi la grande avventura nell’attuale location dove da 36 primavere è riuscito ad imporre definitivamente il proprio marchio di fabbrica, diventando un punto di riferimento per i gourmand della zona, oltre a fidelizzare una folte clientela anche fuori provincia.

Ed è per loro e per cercare di dare un calcio alla crisi che Giovanni si è attrezzato in modo da dare un servizio all’altezza della situazione a chi sta a casa. «Alla fine – spiega – mi sono deciso, convinto dall’insistenza di coloro che hanno nostalgia dei nostri piatti ed anche perché devo pensare ai miei dipendenti».

«Per prenotare è molto semplice, in quanto al telefono decidiamo col cliente il menu ed eventualmente il vino da abbinare. Certo, la carta non sarà quella del ristorante riguardo i piatti, che seguiranno comunque la freschezza, la stagionalità e le risorse del territorio, e che accontenteranno pure le persone che stanno chiamando da fuori provincia. Tutto arriverà come ordinato».

«Al massimo per il cliente ci sarà il disturbo da accendere il fuoco sotto la pentola per la pasta e apparecchiare», chiosa con l’affabile garbo che lo contraddistingue. Sul post – quarantena, dall’alto della sua esperienza, dice: «Non sarà certo come accendere la luce. Bisognerà essere meno confidenziali, tenere determinate distanze nel locale e nel quotidiano. E questo mi peserà molto visto il bel rapporto che ho con chi frequenta il mio ristorante. Insomma, cambiare le abitudini. La stagione è andata, però bisogna reagire». –

Roberto Grazzini

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