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«Noi edicolanti restiamo il presidio dell’informazione»

martina trivigno
«Noi edicolanti restiamo il presidio dell’informazione»

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Nicola Cinelli, titolare dell’edicola e libreria “Blow Up” di Lamporecchio, indossa una mascherina chirurgica e un paio di guanti. «Più per la sicurezza e la tranquillità dei miei clienti che per me stesso, a dire la verità», sottolinea. In pochi giorni tutto è cambiato e la tranquillità è stata sconvolta. Ma Cinelli resiste in quello che, ancora per molti, rappresenta un presidio dell’informazione. E anche se le condizioni sono difficili, Nicola non si abbatte. Anzi. «Abbiamo ridotto l’orario di lavoro, nel senso che restiamo aperti soltanto la mattina – racconta il titolare di “Blow Up” – Questa decisione nasce per due motivi fondamentali: rispettare al massimo le disposizioni governative, restando anch’io a casa il più possibile; ma, al tempo stesso, continuare a offrire il solito servizio ai clienti».

Ed è così che un gesto semplice, quasi scontato, come comprare il giornale diventa, al tempo del coronavirus, un momento per scambiare, in fretta, quattro chiacchiere, condividere le difficoltà del momento e sfogarsi prima di tornare a chiudersi in casa. «Le persone vogliono informarsi e dunque acquistano i quotidiani – precisa Cinelli – ma vogliono anche qualcosa per passare il tempo: e qui vengono in soccorso l’enigmistica e anche i libri per bambini che, costretti a stare in casa, si annoiano».

A Cinelli piace lavorare e quella mattinata trascorsa nella sua edicola è per lui un toccasana. «L’edicola è da sempre un luogo d’incontro e di confronto d’idee – conclude il titolare – e siamo orgogliosi del fatto che i giornali siano considerati beni di prima necessità. Ora dobbiamo resistere: i nostri bandoni devono restare alzati e continuare a essere, soprattutto adesso, un presidio per tutta la popolazione. Leggere e informarsi, ora più che mai, è fondamentale per uscire prima da questa emergenza. Noi ci siamo e continuiamo a sperare di poter tornare presto alla normalità. È quello che tutti desideriamo». –

martina trivigno

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