Il Tirreno

Montecatini

l’iniziativa 

Inno d’Italia e benedizione dalla Rocca da Monsummano un segnale di coraggio

A.G.
Inno d’Italia e benedizione dalla Rocca da Monsummano un segnale di coraggio

Un fascio di luce azzurra sparato in cielo e poi tricolore sulla torre. E alla fine la sorpresa con il messaggio del vescovo 

2 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO

Un fascio di luce azzurra che illumina il cielo stellato di questo inizio di primavera che sembra però un’infinita Quaresima. Poi le possenti note di una tromba che intona il silenzio. E, infine, la musica dell’inno d’Italia che si espande dalla rocca di Monsummano Alto in tutta la Valdinievole.

Un’immagine mozzafiato da lassù, con le luci accese delle case dei vari comuni che assomigliano a un cielo stellato rovesciato. E, alla fine, la sorpresa: il messaggio registrato del vescovo di Pescia, Roberto Filippini, che si chiude con la benedizione.

Un’iniziativa, quella di Paolo Sax, che ha riscosso un alto gradimento, toccando il cuore dei monsummanesi (e non solo), “confinati” nelle loro abitazioni, che alzando lo sguardo hanno visto la luce azzurra e la torre, alla fine, illuminata con i colori della bandiera italiana. In un silenzio quasi irreale, con la gente affacciata alle finestre ad ascoltare quella musica che arrivava dal colle. Paolo Grossi, musicista e imprenditore nel settore delle attrazioni turistiche (negli ultimi due anni si è messo in evidenza per aver rilanciato allo stabilimento La Salute il progetto della Città del Natale, animando in prima persona nei mesi invernali la Baita di Babbo Natale alla Salute), aveva dato appuntamento a tutti alle 20 di sabato per questa “performance”, che va in qualche modo a concludere il ciclo dell’accensione delle luci tricolore “sparate” sui maggiori monumenti della Valdinievole: dal Tettuccio di Montecatini a Villa Bellavista, a Buggiano. Con tutte le precauzione necessarie al tempo del coronavirus, e i permessi, ha scalato il colle, dove ha piazzato la sua attrezzatura e le grandi casse che hanno “sparato” musica e preghiere sulla valle sottostante.

Particolarmente toccante è stato poi il messaggio audio del vescovo Roberto. «Vi saluto con affetto – ha esordito con voce calma – e prego per voi e con voi. O Dio, ti affidiamo la nostra comunità. Sostieni i malati ed anche gli operatori sanitari nel loro servizio generoso. Accogli nella tua luce i nostri defunti».

Poi ha proseguito: «Infondi in noi coraggio e responsabilità fraterna, liberaci dal male che ci ha aggredito e donaci un futuro sereno». Al termine ha impartito la benedizione.

Il tutto si è svolto in un’atmosfera ovattata, giù a valle. Dove la gente ha assistito in silenzio alle sciabolate di luce e alle parole rotolate già dalla rocca con un suono metallico, che pareva davvero provenire da un altro mondo. Un mondo parallelo dove sembra di essere piombati all’improvviso, dove nulla è uguale a quello che conoscevamo. Ma ce la faremo. —

A.G.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani