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Bonvicini: «Per l’economia evento paragonabile alla guerra mondiale»

Maria Lardara
Bonvicini: «Per l’economia evento paragonabile alla guerra mondiale»

Parla l’imprenditore di Montecatini che sta valutando l’ipotesi di ricorrere agli ammortizzatori sociali

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MONTECATINI

Se potesse raccontarlo sui libri di storia, parlerebbe di terza guerra mondiale: una guerra economica, oltreché sanitaria. Ma di mestiere Andrea Bonvicini fa l’imprenditore, non lo storico. A Montecatini è un’icona del lusso, è il tempio dell’alta moda nel cuore della città. Eppure la grande serrata dei negozi di abbigliamento l’ha vista quasi come una benedizione.

«Questo è un momento surreale, che coinvolge tutta l’Europa. Un evento paragonabile a un terzo conflitto mondiale – si sfoga Bonvicini – Siamo in un momento di impotenza e ci stiamo guardando intorno per verificare quali aiuti il governo possa offrire a imprese come la nostra».

Da una settimana restano abbassate le saracinesche per i quattro negozi che fanno capo alla famiglia Bonvicini. Che aveva già toccato con mano gli effetti dell’epidemia sui consumi nello storico multimarca di corso Matteotti che ha fatto di Montecatini la capitale dell’eleganza.

«Visto lo scarso lavoro delle ultime settimane a causa del Covid 19 nelle varie zone cinesi e italiane da cui proviene la nostra clientela – prosegue Andrea Bonvicini – abbiamo accolto di buon occhio la chiusura, decisa sia pure in ritardo da parte del governo. Di qui la decisione di chiudere i quattro negozi nella nostra città».

L’azienda sta valutando l’ipotesi di ricorrere agli ammortizzatori sociali in modo da aprire un paracadute economico per le sue venti dipendenti. Uno strumento potrebbe essere il Fis, il fondo d’integrazione salariale che è una misura di sostegno al reddito in caso di sospensione dell’attività. Nel frattempo, è tutto da vedere che la boutique della famiglia Bonvicini possa riapre dopo il 25 marzo, come del resto l’incognita riguarda le attività commerciali alle quali è stato imposto uno stop l’11 marzo.

«Parlando dell’immediato futuro, tutto è incerto. La priorità in questo momento sono le vite da salvare. Ma speriamo che, dopo l’emergenza sanitaria, torni d’attualità il lavoro di ogni giorno. I problemi dell’immediato saranno gli approvvigionamenti per la stagione estiva con i negozi che devono ripartire con i fatturati e smaltire i prodotti primaverili con il caldo in arrivo».

Gli scenari dipinti da Bonvicini sono preoccupanti: le grandi aziende della filiera moda sospese nel limbo. Incerte se mettere in produzione o no le collezioni invernali, le cui consegne sarebbero previste dalla fine di maggio fino a settembre.

«Solitamente siamo molto dinamici. Purtroppo il mercato ci ha lasciato senza poter disporre di clienti per cause di forza maggiore – lamenta Bonvicini – L’azzeramento delle entrate per un periodo così lungo non può lasciarci isolati. Al momento con i nostri consulenti stiamo valutando tutte le opzioni in campo, dagli ammortizzatori sociali per i dipendenti agli interventi governativi per le imprese». –

Maria Lardara

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