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Perseguita per anni la moglie che lo ha lasciato: a giudizio

Massimo Donati
Perseguita per anni la moglie che lo ha lasciato: a giudizio

Il 48enne è accusato anche di minacce, lesioni e violazione di domicilio  e del reato di violenza privata per aver speronato l’auto del suocero 

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VALDINIEVOLE. Quando aveva trovato la forza di lasciarlo e di chiedere la separazione, per lei era iniziato un inferno ancora peggiore di quello che aveva dovuto sopportare per anni. Pedinamenti, appostamenti, irruzioni in casa durante le quali scattavano anche le botte se lei cercava di cacciarlo fuori. E di minacce e di offese ce n’erano anche sua padre, “colpevole” di averle dato rifugio nella propria abitazione quando lei era ormai troppo terrorizzata per testare da sola con i figli nella sua.. Comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pistoia con le accuse di atti persecutori, minacce, lesioni, violazione di domicilio e violenza privata, l’altra mattina, su richiesta del pm Giuseppe Grieco, per il marito stalker è scattato il rinvio a giudizio. Il 12 maggio prossimo, difeso dall’avvocato Simona Meozzi, il 48enne valdinievolino (non scriviamo né generalità né comune di residenza per non rendere identificabile la vittima, sarà processato dal giudice monocratico Raffaella Amoresano.

Per mettere fine alla persecuzione a cui era sottoposta, iniziata nel luglio 2017, alla moglie (che in vista del processo si è costituita parte civile) non era bastata una prima querela presentata nel dicembre 2018 (e neppure la misura cautelare del divieto di avvicinamento nel frattempo disposta dal giudice delle indagini preliminari), ma il 3 novembre successivo aveva dovuto chiedere nuovamente aiuto alle forze dell’ordine.

Come accennato, fino al 30 ottobre 2019, la moglie è stata oggetto di continue vessazioni. Nel capo di imputazione si parla di molestie e minacce di morte, anche davanti ai figli: «Presto vai al cimitero, te le faccio pagare tutte, vedrai!». E poi i pedinamenti e gli appostamenti davanti a casa, con ripetute violazioni di domicilio nel corso delle quali il marito le aveva portato via oggetti personali e anche indumenti intimi, aggredendola quando lei aveva cercato di cacciarlo.

Più volte, inoltre, la donna aveva dovuto chiedere aiuto al padre o al datore di lavoro affinché la accompagnassero duranti gli spostamenti fra casa e ufficio, in quanto ormai non aveva più il coraggio di spostarsi in auto da sola.

E anche il padre della donna era stato più volte minacciato: «Levati di mezzo brutto vecchio o ti ammazzo»; e ancora, «Vattene e fatti gli affari tuoi o ti levo dal mondo». Mentre il 27 ottobre 2018, dopo essersi appostato lungo la strada che sapeva che il suocero avrebbe percorso in auto, lo aveva bloccato andandogli addosso con la propria, per poi, minacciandolo di fargli togliere la patente e di farlo multare, lo aveva costretto a firmare il Cid e ad assumersi la responsabilità dell’incidente: da qui l’accusa di violenza privata.

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