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Caso parcheggi, minoranze preoccupate dopo la sentenza

Maria Salerno
Caso parcheggi, minoranze preoccupate dopo la sentenza

In seguito alla notizia che il Tar ha accolto il ricorso presentato dalla Pe.Par l’opposizione parla di “autogol clamoroso” e prevede “un bagno di sangue”

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PESCIA. “Troppo tardi”, “bisognava pensarci prima”, “autogol clamoroso”, “sarà un bagno di sangue”.

Sono solo alcune delle espressioni con cui gli oppositori politici del primo cittadino hanno commentato la recente sentenza con cui il Tar Toscana accoglie il ricorso di Pe.Par, sottolineando come manchi l'effettivo interesse pubblico alla cessazione della gestione Pe.Par, e la non fondatezza dell'annullamento in autotutela degli atti da parte del Comune.

Dal sindaco Oreste Giurlani giunge solo un secco: no comment. «Voglio confrontarmi con i capigruppo prima di rilasciare qualsiasi dichiarazione – ha detto – anche se cose da dire ne avrei tante». Ma dopo gli annunci benaugurali circa l'imminente ritorno dei parcheggi nella disponibilità del Comune che sono seguiti per mesi al provvedimento di autotulela, recentemente sconfessato dal tribunale amministrativo, per gli altri è difficile tacere.

«Il sindaco Giurlani aveva annunciato, qualche mese fa, che il 24 giugno i parcheggi sarebbero ritornati nella disponibilità del Comune. Di quale anno? – si chiede ironicamente Salvatore Leggio (Pescia è di Tutti) – Nel luglio 2014, appena insediata la prima amministrazione Giurlani di cui Pescia è di tutti faceva parte, il nostro gruppo consiliare presentò una mozione che chiedeva di riferire al consiglio sullo stato dei rapporti e dei vincoli contrattuali tra il Comune di Pescia e la ditta Pe.Par e sull’effettivo rispetto degli impegni contrattuali da parte di quest’ultima, assumendo le conseguenti determinazioni. Come mai il sindaco ha intrapreso questa azione solo dopo 5 anni?».

Per il consigliere Giancarlo Mandara «quella del Tar è stata solo la prima bastonata al Comune, ma ne seguiranno altre. Il Comune si è già esposto molto economicamente. Solo per esaminare la convenzione abbiamo pagato 25mila euro allo studio Carrozza, altri 29mila ne serviranno per intraprendere l'azione civilistica. E anche il Tar ci ha condannati a pagare le spese. Si è voluto mettere la toppa ad un disastro finendo per crearne uno più grosso».

«Siamo molto preoccupati – ha sottolineato Oliviero Franceschi (Lega) – forse se il consiglio fosse stato interpellato prima potevamo dare il nostro apporto, ma adesso la Pe.Par ci massacrerà».

Oltre all'accoglimento del ricorso da parte del Tar, Pe.par in precedenza aveva anche citato il Comune per ottenere "l’integrale risarcimento dei danni subiti in conseguenza dei plurimi, gravi e reiterati inadempimenti posti in essere dall’amministrazione comunale nell’esecuzione della convenzione".

Per domani è stata convocata una conferenza dei capigruppo in cui sarà valutato il da farsi. —

Maria Salerno

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