Il presidio
Assalto-bis al negozio Gucci: ecco come hanno agito i banditi
Montecatini, i ladri hanno sfondato la porta blindata con una Golf lanciata a retromarcia. Tecnica simile usata undici mesi fa
MONTECATINI. Clamoroso furto nella notte nel negozio Gucci, gestito dalla società Bonvicini, in pieno centro di Montecatini. In meno di un minuto i ladri hanno portato via borse e accessori per un valore stimato di 200.000 euro. I ladri hanno usato la tecnica dell'ariete e con una golf di colore grigio chiaro, lanciata in retromarcia, hanno sfondato la porta d'ingresso del negozio, che si affaccia su corso Matteotti. Dal filmato delle videocamere di sorveglianza si vede che i malviventi sono entrati in azione alla mezzanotte e 40 e che hanno arraffato scatole di borse, occhiali, accessori griffati "G" nel giro di 50 secondi. Poi sono scappati.
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In qualche modo sorprendenti le immagini registrate, in quanto mostrano un centro città praticamente deserto già a mezzanotte e mezza. L’auto dei malviventi ha girato in via San Martino, per un soprallugo “visivo” della situazione. Quando i due occupanti hanno avuto la conferma che anche quella strada era deserta, la Golf ha fatto manovra e, a marcia indietro, si è catapultata contro la porta d’ingresso, riuscendo a schiantare la blindatura del vetro e ad aprire un varco. Quindi hanno riportato l’auto in mezzo all’incrocio e sono scesi per entrare nel negozio. Dal quale si vedono uscire dopo pochi secondi con alcuni scatoloni tra le braccia, gettati in bauliera. Poi un altro viaggio, e un altro ancora. Almeno quattro o cinque volte su e giù, trasportando borse, portafogli, occhiali. Neanche un minuto e la macchina riparte in direzione di viale Verdi. Quasi incredibile che in quel periodo di tempo non sia passato nessuno, se non fosse che si trattava di una notte fredda e piovosa di inizio settimana. Un orario e una situazione meteo scelti con cura dai malviventi. Che hanno riportato subito alla mente un colpo analogo eseguito meno di un anno fa, alle 2 di notte del 12 aprile. In quel caso la porta fu sfondata con un pesante plinto di cemento. Poi, solita tecnica: i ladri, incappucciati, che fanno la spola tra il negozio e un’auto parcheggiata in strada. E anche in quel caso vetrine e scaffali svuotati di borse, portafogli, oggetti firmati Gucci in meno di due minuti, per un valore di almeno 150.000 mila euro.
Allora, come oggi del resto, la notizia del furto destò scalpore a Montecatini, rialimentando le polemiche mai sopite sulla sicurezza in città. Stavolta in più c’è l’aggravante che i malviventi hanno usato praticamente la stessa tattica (con la variante dell’ariete al posto delle mazzate) e l’hanno fatta di nuovo franca. L’esperienza, insomma, non è servita. Telecamere, allarmi: sembra tutto inutile in una città che quando non è ancora nel pieno della stagione turistica appare in certe sere deserta come una località marinara di terza categoria. Tentar non nuoce per i predoni, che a fronte di un bottino sicuramente cospicuo (visto il valore della merce) hanno un rischio di fallimento troppo basso. E questo sono i fatti a certificarlo.
Amara considerazione di Andrea Bonvicini, avvertito di quanto era successo mentre si trovava a Parigi alla Settimana della moda: «Montecatini non può diventare terra di conquista».
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