Italia
Cinema e teatri tra le “vittime” della grande paura
Anche i negozi del Centro commerciale naturale segnalano un calo degli incassi di almeno il 30%. L’incredibile situazione dei mercati
MONTECATINI. Lo shopping ai tempi del Coronavirus si fa nella grande distribuzione: luoghi belli chiusi, centinaia (migliaia?) di persone strettamente a contatto, alte temperature grazie a efficientissimi impianti di riscaldamento. L’ideale per l’eventuale diffusione di un virus. Eppure alle persone evidentemente piace il rischio se è vero che da giorni sta svuotando gli scaffali dei supermercati perché – hai visto mai – una bella scorta di scatolette di tonno fa sempre comodo… E tra le “vittime” di questa emergenza ci sono certamente i negozi di vicinato, ma anche ristoranti, bar e tutti i luoghi di aggregazione.
«La situazione è drammatica per le attività – dice Claudio Chimenti, presidente del Centro commerciale naturale – e la sensazione, girando per le strade, è quella di un coprifuoco. Per noi imprenditori pensare a una primavera senza che il problema sia prima risolto è deprimente». Chimenti parla già di un 30 per cento in meno rispetto al fatturato dello scorso anno e paventa che le cose possano peggiorare una volta fatti i conti con l’assenza delle gite scolastiche, che portano movimento non solo negli alberghi, ma anche nei pubblici esercizi. E sottolinea infine l’evidente “schizofrenia” delle persone che, «se da una parte evitano i negozi del centro, dall’altra si riversano nei centri commerciali artificiali per riempire i carrelli». Stessa situazione paradossale che racconta Maurizio Innocenti, presidente degli ambulanti di Anva Confesercenti. «Lunedì a Monsummano il mercato era deserto. Eppure sarebbe il posto forse più sicuro dove fare la spesa, visto che si sta all’aria aperta. Si pensi che a Cecina lo hanno addirittura rinviato: ormai siamo alla follia pura, è una fobia che ci sta sfuggendo di mano».
E a risentire maggiormente di questa situazione sono inevitabilmente anche cinema e teatri. Luigi Lavarini, titolare del multisala Imperiale, scuote la testa. «Non solo di gente ne viene sempre meno – dice – ma a questo si aggiunge il blocco della distribuzione di nuovi film, a causa della chiusura dei cinema nel Nord Italia. Noi abbiamo gli stessi film ormai da due settimane e fino a domenica andiamo avanti regolarmente, poi da lunedì vedremo se diminuire gli spettacoli o chiudere per qualche giorno». Simile la situazione poche decine di metri più in là, al teatro Verdi. «Per ora – dice il titolare, Matteo Cardelli – gli spettacoli sono tutti confermati, a parte uno che avrebbero dovuto fare delle scuole e che è stato cancellato a causa delle direttive regionali. Il problema è però che la prevendita si è bloccata e stiamo valutando se diminuire l’orario di apertura della biglietteria». —
David Meccoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google