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Ha osservato le vittime mangiare un kebab e le ha seguite per rapinarle in un angolo buio
Il minorenne di origine marocchine è stato identificato dalla Polizia dopo una rapida indagine. Decisive le telecamere
MONTECATINI. Li ha visti mentre mangiavano un kebab in un locale di piazza Italia, nei pressi della stazione grande. Forse li ha tenuti d’occhio anche mentre usavano il telefonino. Poi, quando sono usciti, li ha seguiti per pochi passi, fino a entrare in azione in una zona meno illuminata di via San Marco, strada che stavano percorrendo per andare a trovare a casa un loro amico. Lui, un 16enne di origini marocchine ma residente con la famiglia in Valdinievole, ha estratto quello che è stato descritto come un oggetto appuntito (un cacciavite, oppure un taglierino, comunque non ancora ritrovato in fase di indagine da parte delle forze dell’ordine) e ha minacciato i due coetanei (italiani, anch’essi residenti in Valdinievole), intimando loro di consegnargli i cellulari e i soldi (circa 30 euro) che avevano in tasca. Poi, una volta ricevuto il bottino, se l’è data a gambe.
È così, secondo la ricostruzione fatta dalla dirigente del commissariato di Montecatini, vicequestore Mara Ferasin, che si sono svolti i fatti nella notte tra sabato e domenica scorsi. I due ragazzi rapinati sono entrati in un albergo della zona e hanno allertato la sala operativa del 113. Verso mezzanotte e mezzo in piazza Italia è arrivata così la prima volante della polizia. «Si è dato inizio – dice il vicequestore – a una brillante attività da parte della squadra controllo del territorio, con l’ausilio della polizia scientifica. Il racconto di chi era presente nel locale, le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza e la importante conoscenza della zona ha consentito agli operatori di arrivare a una rapida soluzione del caso».
Già all’alba di domenica, infatti, gli investigatori del commissariato avevano un nome e un indirizzo cui rivolgersi. Autore della rapina, come detto, un diciassettenne magrebino residente in città, con regolare permesso di soggiorno e con alle spalle già alcuni precedenti nonostante la giovane età (i poliziotti della volante hanno subito riconosciuto il ragazzo che, secondo il racconto delle vittime, indossava un giubbotto blu identico a quello di un marocchino da loro identificato in passato). Quando i poliziotti hanno bussato alla porta di casa dove vive con la famiglia, il minorenne stava ancora dormendo, dopo una nottata passata fuori.
Con un mandato di perquisizione ottenuto dal tribunale dei minori gli agenti non hanno dovuto impegnarsi troppo per trovare i due cellulari sottratti poche ore prima, occultati sotto un materasso. Spariti, invece, sia l’oggetto appuntito usato per la rapina, gettato via subito dopo, sia i 30 euro (spesi in bevande in un bar prima del ritorno a casa).
Con l’accusa di rapina aggravata, il giovane è stato per il momento deferito alla procura dei minori di Firenze, che ne ha disposto l’affidamento alla madre, in attesa di eventuali ulteriori decisioni e provvedimenti del giudice. –
David Meccoli
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