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A Borgo a Buggiano la boxe non è solo sport ma anche scuola di vita con il coach Bosio

Annalisa Ercolini
A Borgo a Buggiano la boxe non è solo sport ma anche scuola di vita con il coach Bosio

L’istruttore di pugilato spiega come questa disciplina formi il carattere «La prima regola che insegno ai miei ragazzi è il rispetto, qui e fuori» 

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SUL RING

Nella boxe uno degli stereotipi più diffusi è la visione di questo sport solo al maschile, senza contare che è l’allenamento preferito da tante donne perché regala un fisico forte e asciutto. Purtroppo, nell’ideale collettivo non è solo questo il pugilato. La prima immagine la colleghiamo all’aspetto: naso camuso, almeno un dente spezzato, sudore a profusione, qualche ferita al volto, insomma un bad boy. La seconda visione è quella che viene praticata dai ceti meno abbienti. Probabilmente sarà anche così, tuttavia nella palestra Wellness Club a Borgo a Buggiano la situazione è assai diversa. Lo dimostra la squadra di pugili che sta “allevando” il coach Massimo Bosio. «La gente vede questo sport violento ma non è così, – sottolinea l’allenatore – la prima regola è il rispetto fra loro, con me e fuori nella strada». I ragazzi che frequentano la palestra sono giovani promesse della boxe, alcuni di loro si stanno preparando per la pratica agonistica, comprese le donne. Altri sono già dei fuoriclasse come il diciottenne Miguel Bachi, prima delle vacanze natalizie ha sconfitto un forte avversario al fine di abbandonare la categoria degli Youth per subentrare negli Elite1, dove combatterà senza la protezione del caschetto. Si avvicina l’istruttore Massimo Bosio, l’uomo che insegna a tirare colpi sul ring e ad attutire quelli nella vita: «Devo tutto a mio padre che mi ha trasmesso questa passione. Ho iniziato a 13 anni facendo qualche match da dilettante; sono istruttore dal 2012. Il pugilato ti forma anche caratterialmente». Oltre a ciò, un solo pugno dato bene può stendere il tuo avversario. «Certo, è per questo che responsabilizzo i ragazzi dicendo loro che hanno una possibile “arma” in mano. Prima si forma l’uomo, poi il boxeur».

La star della palestra è sicuramente Bachi anche se con il suo metro e 85, il paradenti e la felpa sudaticcia appare più come un antidivo, emana piuttosto “vittoria uguale fatica e allenamento”. «È un ragazzo talentuoso, si allena sempre, non manca mai», riferisce Bosio. E Bachi aggiunge: «Massimo mi ha fatto conoscere questo sport. Seguendo i suoi consigli sono cambiato e sono soddisfatto ma si può fare sempre meglio. Il mio obiettivo è passare dai dilettanti ai professionisti».

Un altro ragazzo da tenere d’occhio è Manu Carbonari, 19 anni, studente liceale all’ultimo anno. Origine indiana, abita nei pressi della palestra, futuro agonista: «Intanto ho iniziato perché mi sentivo insicuro mentre ora mi sento mentalmente più forte. Il futuro? Continuo ad allenarmi con Massi. È un bravo allenatore e ci mette il cuore».

Vicino all’uscita ancora un astro nascente della palestra: Luca Lavelli, 18 anni: «All’inizio volevo solo tenermi in forma. Spero di continuare da agonista. Massimo mi ha insegnato tutto, è un maestro di vita e nello sport».

I nomi di altri giovani che frequentano la palestra: Antonio Citro, Mirko Casseri, Gianmarco Mariotti, Rebecca Grossi, Giusi Piscitelli. –

Annalisa Ercolini

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