Il Tirreno

Montecatini

il censimento degli uccelli acquatici 

Alzavola regina del Padule. Undicimila le presenze

Giovanni Ciattini
Ibis sacri nel Padule di Fucecchio (foto Giovanni Ciattini)
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Ibis sacri nel Padule di Fucecchio (foto Giovanni Ciattini)

il censimento degli uccelli acquatici nel Padule di Fucecchio. Il lavoro scientifico si è tenuto lo scorso 14 gennaio  grazie all’organizzazione del Centro Ornitologico Toscano. Impegnati 14 rilevatori e 27 collaboratori

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LARCIANO. Contarli? Sì, ma come? L’esperienza del censimento annuale degli uccelli acquatici svernanti nel Padule di Fucecchio è unica. Come ti giri lì vedi dappertutto, o quasi. Alzavole, beccaccini, garzette, aironi cenerini, gabbiani reali, gabbiani comuni, ibis sacri, mestoloni, spatole. E anche falchi di palude, una presenza immancabile tenendo conto del suo habitat. Quest’anno la star della giornata, lo scorso 14 gennaio, è stata il mignattaio che ha sorpreso tutti con 152 esemplari. Ma il lavoro svolto per tutta la giornata dal Centro di ricerca del Padule di Fucecchio e dal Centro Ornitologico Toscano è stato istruttivo in tutti i sensi. Encomiabile il lavoro del coordinatore del Cot, il livornese Emiliano Arcamone, e quello dei quattordici rilevatori, tra questi Enrico Zarri e Alessio Bartolini del Centro di ricerca del Padule di Fucecchio, e dei ventisette collaboratori. Persone che, dal più giovane al più anziano, hanno battuto a tappeto i duemila ettari dell’area umida, per terra e anche in acqua con delle canoe. Un territorio, con carta topografica alla mano, è stato suddiviso in quadrati assegnati ad una decina di gruppi.. Tanta fatica ma anche tanta soddisfazione nello scovare un tarabuso nascosto in un canneto o nel ritrovare un beccaccino, già “microchippato” poco tempo fa, che ha consentito di indicare dove trovare altre centinaia di beccaccini.

Ma torniamo al come. Intanto in queste giornate non conta tanto l’ascoltare i richiami per individuarli ma vederli. Sono a decine, come nel caso degli ibis sacri e i mignattai, o a centinaia, come le alzavole che anche quest’anno ha scelto di trascorrere l’inverno nel Padule. Gli uccelli si contano mentre vengono fatti alzare, ovvero facendoli “spadulare”. Farli spostare con urla da una zona all’altra, come è accaduto nelle zone confinanti della Monaca-Righetti e delle Morette. Uccelli contati a mazzetti che poi alla fine portano a totali consistenti. Il tutto poi, una volta conclusa la raccolta dei dati, viene raffinato mettendo a confronto le cifre ottenute. Stime che, insegna l’esperienza, alla fine restituiscono una fotografia molto verosimile alla realtà degli uccelli acquatici svernanti nella zona.

Diamo i numeri. Sì, a volte anche per stanchezza, andando su e giù con gli stivaloni, i numeri poi si danno. Ma sono numeri buoni. Quelli che fanno pensare che quest’area umida riserva , ormai da oltre trenta anni, tante belle sorprese. Come le undicimila presenze che «collocano il Padule al primo posto fra le aree umide di tutta la Toscana. Analizzando i date per aree si vede che 5844 uccelli acquatici (il 53% per cento del totale), fra cui 5655 anatre e folaghe (il 76% del totale), sono stati rilevati all’interno della riserva naturale pistoiese che rappresenta il 10% della superficie del Padule».

Altri dati. Sono state 34 le specie diverse rilevate per un numero complessivo di 11009 uccelli. Il dato più appariscente è quello e delle alzavole (5792), un’area toscana tradizionalmente prediletta. Un dato spicca, dal punto di vista conservazionistico, è quello che si riferisce al mignattaio (152 esemplari, numero uguale a quello degli ibi s sacri). «Una tendenza positiva - viene sottolineato - che fa ben sperare per il futuro di questo raro ibis». Molto confortante anche la presenza del beccaccino (7389, pavoncella (1014) e mestoloni (192). Tra gli avvistamenti più particolari vanno menzionati quello del tarabuso, della cicogna bianca, che peraltro è tornata ormai da anni a nidificare nella nostra zona, e della moretta tabacca.

Tirando le somme. «A livello regionale il censimento - viene spiegato - ha fatto registrare su tutto il territorio numeri inferiori rispetto all’anno precedente, soprattutto per anatre e folaghe, e questo ha influito anche per il Padule sul risultato complessivo, condizionato dal calo delle alzavole. Il dato del Padule di Fucecchio è comunque di assoluto rilievo (terza area umida toscana) e conferma non solo il valore naturalistico della più grande palude interna italiana, ma anche l’importanza della gestione tecnico-scientifica effettuata per oltre un ventennio».

Luci e ombre. Nonostante «gli aspetti climatici (la siccità estiva ed inizio autunno) e i problemi gestionali degli ultimi due anni, la Riserva Autunnale del Padule di Fucecchio si è allagata offrendo condizioni ambientali idonee ad accogliere gli uccelli acquatici».

La difficile convivenza storica fra le zone riservate alla pratica venatoria e quelle destinate alla conservazione delle specie, è ormai un dato di fatto. Vedere un cigno che nuota fra le altane usate per la caccia al cinghiale, come è accaduto, può lasciare interdetti. Ma lascia tanta amarezza vedere i “nostri” rifiuti che, attraverso vari canali o canaletti, finiscono nel Padule senza disporre di griglie filtranti. Più uccelli, meno sporcizia. Alzavole & C. ringraziano.

I dati completi si possono consultare sul sito. ll censimento, promosso a livello di grande regione biogeografica da Wetlands International e svolto in Italia sotto l’egida dell’Ispra, nel Padule di Fucecchio è organizzato dal Centro Ornitologico Toscano con il supporto locale del Centro di Ricerca; le operazioni di conteggio, a piedi ma anche con imbarcazioni, hanno coinvolto quest’anno 14 rilevatori abilitati dall’ISPRA, con il supporto di 27 collaboratori. Il censimento si è svolto il 14 gennaio scorso contemporaneamente nel Lago di Sibolla, nel Padule di Bientina e nella Piana Pistoia-Prato-Firenze). I dati completi del censimento sono pubblicati su www.paduledifucecchio.eu; per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi presso il Centro R.D.P. Padule di Fucecchio, tel. 0573/84540, e-mail fucecchio@zoneumidetoscane.it

 

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