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Montecatini

Montecatini è pronta a invadere Firenze: «Ci siamo anche noi, la Regione lo ricordi»

David Meccoli
Il piazzale del Tettuccio (Foto Nucci)
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Il piazzale del Tettuccio (Foto Nucci)

Istituzioni e categorie economiche sostengono la protesta ideata da Stefano Pucci per difendere l’economia termale 

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MONTECATINI. L’appuntamento non è all’alba, come ogni sfida che si conviene, ma alle 11, 30 del 10 febbraio. C’è però da scommettere che non sarà un’amichevole passeggiata per le vie del centro di Firenze, bensì una (pacifica, eh?) invasione di una Montecatini stanca, sfinita, ma non rassegnata. L’organizzazione della manifestazione per le Terme – la cui idea primigenia è stata di Stefano Pucci, albergatore ed ex assessore della prima giunta Bellandi – è entrata nel vivo. Molte le idee lanciate in libertà per fare più “rumore”.

C’è chi ha proposto di portare ragazze vestite da mescitrici, chi di versare simbolicamente per terra un bicchiere d’acqua (non termale…) e chi di portarsi dietro un cuscino a simboleggiare la crisi dei famosi 10mila posti letto. E poi ci sono le fasi organizzative “spicciole”. All’inizio si pensava a un lungo serpentone di bus che da Montecatini si sarebbe snodato fino al centro di Firenze, ma la questura e la Digos hanno “sconsigliato” questa modalità di protesta e il trasferimento nel capoluogo avverrà senza un coordinamento preciso.

Quindi tutti in treno, in auto o con qualunque altro mezzo, ma non contemporaneamente. L’importante è arrivare entro le 11,30 in piazza Duomo 10, Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, sede della Regione. E, non di meno, l’importante sarebbe arrivare in tanti: minimo in 2mila (il 10% dei residenti), secondo le previsioni degli organizzatori. Una “trasferta” che ha precedenti simili solo con quella di Ascoli nel 2006. Solo che allora si manifestava per dire “le Terme ai montecatinesi”, oggi invece lo si fa per chiedere un aiuto “esterno”, quello della Regione, per ricordare a Firenze che “ci siamo anche noi”. 

«Sicuramente non tutte le colpe di questa situazione sono della Regione, ma dobbiamo far capire il nostro disagio proprio in quella sede», ha scritto Pucci. Pronta la risposta di questa “chiamata alle armi” da parte di tanti cittadini, ma anche di chi, in città, ha un ruolo istituzionale. A cominciare dal sindaco. «È un’iniziativa sacrosanta – dice Luca Baroncini – che contribuisce a mostrarci comunità con una voce condivisa e forte. Come sindaco, sarò certamente tra i manifestanti, in prima fila, senza bandiere politiche ma con il solo vessillo della città. Ritroviamo la nostra identità termale e rivendichiamola, con educazione ma con fermezza».

Non si tira indietro neanche il Pd. «Ho parlato con Pucci – dice Ennio Rucco – e gli ho confermato che saremo presenti, come cittadini e come eletti nelle istituzioni. Ma parallelamente stiamo lavorando anche su altri fronti per salvare le Terme e siamo convinti di potercela fare».

E ci saranno, ovviamente, tutte le associazioni (albergatori, commercianti, artigiani). «Stiamo contattando i nostri soci e non è affatto difficile convincerli a partecipare: non si può non essere presenti come montecatinesi», dicono Carlo Bartolini (Apam) e Fabio Cenni (Assohotel). –

David Meccoli

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