Il Tirreno

Montecatini

la cerimonia 

“Cara pallacanestro”, Kobe e il grande amore di una vita

Lorenzo Mei
“Cara pallacanestro”, Kobe e il grande amore di una vita

Il campione cresciuto in provincia di Pistoia e morto in un incidente d’elicottero è stato commemorato al PalaVinci di Montecatini davanti alla panchina dove sedette nel ’90

3 MINUTI DI LETTURA





montecatini. Quando mancano 20 minuti alle 22 sul parquet del Palavinci ci sono due squadre in campo. Campionato Uisp, Augies Montecatini contro Olympia Montale, secondo quarto di gioco. Fanno sul serio: corrono, difendono, niente a che vedere con i campionati amatoriali di vent’anni fa, regno degli impiegati panzoni e degli scarti dei settori giovanili. Tra poco in mezzo al campo, nell’intervallo, si ricorderà Kobe Bryant a due giorni dalla morte. Davanti alla stessa panchina su cui stette seduto nel 1990, al torneo Piattelli. Seduto quasi fino alla fine, fino al momento in cui Bruno Ialuna, il coach di allora che lunedì ha avuto l'idea di questa iniziativa, lo chiamò e lo mise in campo accanto al padre Joe per fargli segnare due triple prima della stoppata storica di Federico Biagini. Federico lunedì l’ha raccontata di nuovo sui social prendendosi trentamila like in poche ore. . In tribuna all’inizio siamo in pochi, ma con il passare dei minuti qualcuno si affaccia timidamente dai gradoni sotto la balconata, e alla fine si fa una piccola folla. Una signora ha un mazzo di fiori bianchi con una fascia, c'è scritto "Ciao, Black Mamba". In campo Alessandro Galligani dell’Augies prova un tiro da otto metri che esce di poco, dall’altra parte Samuele Marini si fa spazio con le sportellate che la stazza gli permette. Gli mancano centimetri in altezza, ma si muove bene e si vede che ci sa fare. Per carità, la tecnica di questo match non è quella della Nba, ma l’amore per la pallacanestro probabilmente è lo stesso, anzi forse maggiore, perché ci vuole la passione vera per uscire con la borsa in spalla in un martedì piovoso e nebbioso, dopo una giornata di lavoro e prima di un’altra. Intorno alle 22, poco dopo la fine del secondo quarto, arrivano anche le squadre under 20 di Sporting Club e Chiesina Uzzanese, che stanno giocando lì accanto, al PalaBellandi. Nel frattempo basta guardarsi intorno per capire che l’iniziativa, lanciata con un giorno di anticipo, ha avuto una risposta inaspettata. Ci spostiamo tutti nella tribuna dietro alle panchine, e ne riempiamo quasi metà. Tanta altra gente è sul parquet.

La commemorazione è semplice, senza lungaggini, discorsi ufficiali, microfoni e fasce tricolori. Sulla panchina c’è un quadro con il primo piano di Kobe, e il mazzo di fiori viene appoggiato lì davanti. Cinque giocatori (i due capitani della partita Uisp, Alessandro Galligani e Andrea Fondatori, i due delle squadre under 20, Niccolò Giuliani e Kevin Martunas e infine Roberto Ruzzi, un "reduce" del torneo Piattelli) leggono la lettera che Kobe Bryant scrisse alla pallacanestro quando annunciò il suo ritiro. Parla proprio di quello che accomuna una stella come lui a questi ragazzi, agli allenatori, agli arbitri con il fischietto al collo, alle persone sugli spalti: l’amore per questo sport. Si intitola “Dear basketball”, cara pallacanestro. In tribuna c’è un silenzio assoluto. Qualcuno dei giocatori la legge con voce forte e chiara, a qualcuno trema per l’emozione, ma quando Ruzzi la conclude con quella promessa, “Ti amerò per sempre”, subito prima della firma, scroscia un applauso lunghissimo, commosso, e guardandosi intorno si vedono parecchi occhi lucidi.

Poi Ialuna ringrazia, saluta, e si ricomincia a giocare. Come è giusto, ed è anche così che si commemora uno come Kobe. —

Lorenzo Mei

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani