Il Tirreno

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IL RACCONTO

«Così ho salvato il bambino caduto nel fiume»

Martina Trivigno
Stefano Bettini con la figlia Luna e la moglie Lia (Foto Ñucci)
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Stefano Bettini con la figlia Luna e la moglie Lia (Foto Ñucci)

Parla l’uomo che si è gettato nella Pescia per strappare Nicolas alla morte: «Non sono un eroe, è tutto merito del lavoro di squadra»

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PONTE BUGGIANESE. Lui, Stefano Bettini, è l’ultimo tassello di questa storia. Anche se aveva deciso di restare lontano dai riflettori. Per un’innata timidezza e per rispetto. Ma poi ci ha pensato sua figlia, Luna, a sciogliere gli ultimi dubbi. «Babbo, perché non scrivi al “Tirreno”? È una cosa bella quella che hai fatto. Hai salvato un bambino», gli ha detto. La piccola Luna, 9 anni, ha ragione. Perché se oggi Nicolas Zullo, il bimbo di 8 anni caduto nella Pescia un mese fa, sta bene, è anche grazie a lui.

La ricorda ancora quella domenica. «Mi si è scolpita in testa», dice. Era in casa, il 21 dicembre scorso. Con la moglie, Lia Salvi, e sua figlia. «Sentivo solo delle urla, all’inizio – ricorda – credevamo che fossero dei ragazzini che giocavano lungo l’argine. Ma una volta fuori ci siamo accorti che era una donna. Diceva che il marito e il figlio erano in acqua. E stavano annegando».

Bettini, che lavora alla Fass di Larciano, si è messo qualcosa addosso ed è salito in macchina, mentre sua moglie gli ha passato la corda con cui, poco dopo, avrebbe recuperato il piccolo Nicolas. Esanime. «Quando sono arrivato a Ponte alla Guardia – prosegue Bettini – ho visto Nicolas in acqua e il padre poco distante, in difficoltà. Mi sono buttato: in una mano avevo un capo della corda, con l’altra ho girato il corpo di Nicolas perché non bevesse più acqua. Ho allungato una gamba verso il padre del bambino e gli ho detto di tenersi forte. Con l’aiuto di un signore, abbiamo raggiunto l’argine della Pescia. Ma Nicolas era privo di sensi».

Quello che è successo dopo già lo sappiamo: minuti concitati in cui il piccolo ha lottato con tenacia per la vita. Ma alla fine ce l’ha fatta. «Tutto merito del grande lavoro di squadra – sottolinea Stefano Bettini – sembra quasi che una volontà superiore abbia guidato i nostri passi, le nostre mosse. Sarebbe bastata qualche incertezza in più e chissà...». Le parole cadono nel vuoto, le mani ancora tremano. Ma poi gli occhi sorridono. Perché Nicolas si è ripreso in fretta.

E il 12 gennaio scorso, con i genitori Daniele Zullo e Antonella Sarnataro, è stato ricevuto dal direttore del “Tirreno”, Fabrizio Brancoli, e da tutta la redazione di Livorno in una giornata di festa che molto probabilmente non dimenticherà. «Nicolas è venuto a trovarci con la sua famiglia per ringraziarci – proseguono Bettini e Salvi – non ci conoscevamo prima, ma abbiamo trascorso un pomeriggio insieme, in giardino. Abbiamo scoperto che Luna è nata il 10 maggio, mentre Nicolas l’11. Sarebbe bello, quest’anno, festeggiare insieme i compleanni dei nostri bambini».

Anche Luna è felice. Ma Stefano Bettini non si sente un eroe. E nei giorni seguenti ha cercato la bicicletta del bambino, dimenticata in tutta quella confusione. «Era nell’acqua, piena di sabbia – conclude Bettini – l’ho ripulita e l’ho consegnata a Nicolas. È una bici forte. Proprio come lui». 

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