Il presidio
«La casa è inadeguata, per favore trovateci un’altra sistemazione»
PESCIA. «Vogliamo andare via da questa casa». Era l'appello accorato che una donna residente insieme al marito, anziano e malato, in una casa popolare, aveva rivolto al Comune qualche settimana fa. Le ragioni erano proprio determinate dalle condizioni di salute dell’uomo. Sebbene le stesse siano sopraggiunte in seguito all'assegnazione dell'appartamento alla coppia, la donna aveva sottolineato come adesso, quelle condizioni, fossero divenute insostenibili. L'appartamento si trova al terzo piano di uno stabile con ascensore fuori uso. L'uomo è allettato, necessita di frequenti ricoveri ospedalieri e assistenza continua da parte di personale specialistico.
«L'ultimo ricovero risale a qualche giorno fa – ha evidenziato la moglie – avete idea di cosa abbia comportato per lui e per chi ha dovuto fare 3 piani di scale a piedi fino all'ambulanza questa situazione? Adesso penso che dovrà tornare a casa, in questa casa, e che nulla è cambiato. Io non chiedo una villa, solo condizioni più adeguate alle condizioni di malattia di mio marito».
In realtà, all'appello della donna era seguita una subitanea risposta dell'assessore al Sociale Fiorella Grossi, che aveva spiegato che «non è semplice trovare un alloggio disponibile delle dimensioni adeguate e adatto ai portatori di handicap, una condizione emersa successivamente alla assegnazione dell’alloggio».
La coppia era responsabile di una forte morosità nei confronti del Comune, oggi in parte saldata. «Il resto provvederò al più presto, essendomi stata riconosciuta l'indennità di accompagnamento : ha dichiarato la donna – ma vi prego di trovare per noi un'altra casa al più presto». —
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