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Marcia su Firenze per salvare le Terme: contatti con Trenitalia

David Meccoli

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MONTECATINI. Non si è fermata la macchina organizzativa della manifestazione che dovrebbe portare a Firenze, davanti alla sede della Regione (nello storico palazzo dietro il Duomo), per sollecitare un maggior impegno verso le Terme di Montecatini. L’idea, lanciata dall’albergatore Stefano Pucci (titolare del Grand Hotel & La Pace), dopo una prima fase di condivisione praticamente unanime, sembrava si fosse arenata ed erano iniziate a circolare le prime voci su una probabile marcia indietro. Sembra invece che la manifestazione possa svolgersi non la prossima settimana, ma quella che va dal 20 al 26 gennaio. Un ulteriore slittamento (all’inizio si pensava addirittura ai giorni immediatamente successivi all’Epifania) dovuto principalmente a esigenze “burocratiche”: lo stesso Pucci si è dovuto attivare per chiedere permessi e fare comunicazioni alla questura e alla Digos e per contattare Trenitalia.

Abbandonata l’idea di far muovere la città in pullman (a causa dei costi troppo alti e delle difficoltà nel reperire un numero sufficiente di mezzi), ora l’obiettivo è di ottenere alcuni vagoni di treni riservati per i manifestanti. E se a questi si aggiunge poi chi si recherà nel capoluogo con la propria auto, il numero dei partecipanti alla “marcia” dovrebbe effettivamente attestarsi sui 2mila, come indicato fin dall’inizio. Una grande manifestazione, quindi, partecipata da tanti montecatinesi (ci saranno albergatori, commercianti, semplici cittadini, mentre ancora non è chiara la posizione che prenderanno le forze politiche e i sindacati), che con un tam-tam sui social network sembrava quasi non aspettassero altro per ritrovare un’unità d’intenti che mancava da anni, forse addirittura dalla “trasferta” ad Ascoli del 2006. Solo che allora si manifestava per dire “le Terme ai montecatinesi”; oggi invece lo si fa per chiedere un aiuto “esterno”, quello della Regione, per ricordare a Firenze che “ci siamo anche noi”. —

David Meccoli

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