Il presidio
«Giocare in Australia? Anche se non sfondo almeno imparo bene a parlare inglese»
La scelta di Lorenzo Simoni di trasferirsi a Melbourne «L’allenatore è calabrese e mi ha fatto da traduttore»
PIEVE A NIEVOLE. Ci sono oltre 16mila chilometri di distanza da Pieve a Nievole a Melbourne, ma Lorenzo Simoni, quando gli hanno proposto un ingaggio da calciatore nell’emisfero australe (ne abbiamo scritto ieri nelle pagine dello sport), li avrebbe fatti anche correndo. Lorenzo ha 21 anni ed ha scalato le serie minori, fino ad arrivare alla serie D. Ama il calcio e ha talento senza però avere ancora l’occasione della vita, fino a quando gli viene posta una domanda: «Sei bravo, ti piacerebbe venire in Australia a dimostrare il tuo talento?». Chi gliela pone è Davide Picone, un osservatore italiano che vive in Oceania ormai da anni, al termine di una partita. Era il 20 ottobre scorso, a Calenzano si disputava la sfida del campionato di Promozione tra i locali dell’Atletico, dove militava Lorenzo, e il Lammari. Finì 2-2, con anche un suo gol, poi all’uscita dagli spogliatoi la sorpresa: «Picone era venuto a vedere la partita e mi ha aspettato fuori – racconta Simoni – si è presentato e mi ha proposto di provare l’avventura in Australia. Ci ho pensato bene assieme ai miei genitori Marco e Cinzia e alla fine abbiamo detto sì. Poteva essere l’occasione per imparare meglio l’inglese e comunque provare una nuova esperienza. Quindi dal primo dicembre sono a Melbourne».
La squadra di destinazione è il Manningham United Blues della terza serie australiana, allenata dal calabrese Alfredo Costantino ( 52 presenze in serie B da calciatore e una promozione dalla C con il Catanzaro negli anni ’80). Il mister dal 2008 in Australia lavora come allenatore. «Io e lui siamo gli unici italiani – racconta Simoni – e non ci sono calciatori stranieri in “rosa”. Ho scelto questa squadra proprio perché volevo avere la possibilità di imparare la lingua. In due mesi ho iniziato a ingranare ma i primi tempi, quando non capivo in allenamento, il mister mi traduceva». La stagione della “serie C” australiana, che si chiama NPL-1, inizia tra circa un mese e mezzo. «Ho segnato cinque reti e fatto vari assist nelle tre amichevoli disputate – racconta – ho ricevuto apprezzamenti e anche incoraggiamenti: a maggio c’è il calciomercato locale con la possibilità che qualche squadra mi possa notare. Se poi non farò carriera, pazienza. Tornerò in Italia con un inglese migliore». Alessandro Del Piero prima e il pratese Alessandro Diamanti poi hanno già preso la via dell’Australia: Lorenzo si definisce «più simile a Del Piero» perché destro di piede e specialista delle punizioni. «Rispetto a noi si gioca un calcio più fisico, quasi rugbistico – spiega – ma in squadra ci sono elementi tecnicamente validi, riusciamo a giocare palla a terra e con scambi veloci». Lui, che a primavera era nella “rosa” della promozione della Pianese in serie C, adesso vive a Melbourne. «A casa sentono la mia mancanza – conclude – ci sentiamo poco, il fuso orario non aiuta. Ma è stata la scelta giusta». —
Daniele Dei
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