Il Tirreno

Montecatini

il caso 

«È stato un Natale con poche attrazioni dobbiamo prendere esempio da Empoli»

David Meccoli
Paolo Grossi nella Baita di Babbo Natale, unica àncora di salvataggio in una generale morìa di attrazioni a Montecatini (foto Nucci)
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Paolo Grossi nella Baita di Babbo Natale, unica àncora di salvataggio in una generale morìa di attrazioni a Montecatini (foto Nucci)

Montecatini, le categorie economiche tracciano un bilancio delle festività che purtroppo non hanno portato turisti negli alberghi

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MONTECATINI. Una Città del Natale (o quel che ne è rimasta) triste, da un punto di vista turistico e di atmosfera. Con un’eccellenza, la Baita (ne parliamo nell’articolo sotto), unica àncora di salvataggio in mezzo a una generale morìa di attrazioni. E con una soluzione in vista per l’edizione 2020: anche se fa un po’ “male” ammetterlo, il modello da seguire è quello di Empoli. Ora l’imperativo è: programmare il prossimo Natale fin da subito, se Montecatini vuol tornare a sorridere per le Feste. . «Un dicembre non certo da ricordare», dice il presidente dell’Associazione provinciale albergatori Montecatini (Apam) Carlo Bartolini, che comunque lascia aperto uno spiraglio di luce: «Il mese è stato senza dubbio sotto tono, comprese festività importanti quali l’8 e il 25-26. Meglio, invece, è andata per Capodanno». Speranze che, ora, sono rivolte all’edizione 2020 di una «Città del Natale che, nel 2019, non ha portato gente negli alberghi a differenza del passato». La soluzione si chiama «programmazione», da farsi – sempre secondo Bartolini – «il prima possibile e da sostenere con una politica degli eventi». Una programmazione che dovrebbe inoltre avere una stella cometa tanto low profile quanto efficace. E per scopiazzarla non importa andare lontano. «Abbiamo visto le bellissime luminarie di Empoli. Ogni angolo della città è una sorpresa: è la dimostrazione che ognuno deve fare il suo lavoro e non ci si può improvvisare, le esperienze contano», dice Maila Bettaccini (Confesercenti).

E tra i tanti operatori del settore che le hanno fatto eco, il presidente di Assohotel ha le idee chiare. «Il modello Empoli – afferma Fabio Cenni – si è rivelato vincente. È infatti sbagliato disperdere le risorse in cento strade, meglio concentrare tutto sull’asse Matteotti, Roma, Popolo, Verdi, per farne un’eccellenza. Se tornano le famiglie, poi tornano anche le attrazioni».

Già, le attrazioni: se togliamo l’indubbio successo della Baita, nel 2019 la città ha dovuto fare a meno di ruota panoramica, trenino, minigolf e ha visto la pista di pattinaggio installata solo a fine anno. «Fondamentali sono poi i mercatini natalizi: sono i nostri clienti a chiederci se li abbiamo a Montecatini», dice ancora Cenni. Idee che ora dovranno convergere in un tavolo di lavoro con l’obiettivo di riportare la Città del Natale ai fasti di un tempo. Lo chiede Paolo Grossi, sulla cui Baita convergono gli apprezzamenti del sindaco Luca Baroncini (che ha visitato la struttura l’ultimo giorno di apertura), dell’albergatrice Helga Bracali («Paolo con l’unica attrazione che ci è rimasta ha fatto i salti mortali: dal 7 gennaio tutti al lavoro per l’edizione 2020») e del presidente del Centro commerciale naturale Claudio Chimenti («Se quest’anno abbiamo visto qualche famiglia è merito suo; il rammarico è che alla Baita non ci sono state iniziative complementari che avrebbero arricchito l’offerta. Dobbiamo rimediare da subito preparandoci per il prossimo anno»).

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