Meteo
Da 5 mesi la pediatra non c’è più, ma nessuno avverte
La protesta di una mamma di Pescia, che ha scoperto il problema solo quando ha avuto bisogno dell’ex dottoressa del figlio
PESCIA. «Da oltre cinque mesi siamo senza assistenza pediatrica di base senza saperlo». La denuncia è di una mamma di Pescia (non ne riportiamo il nome perché nella vicenda sono coinvolti minori). La donna il primo gennaio ha chiamato la pediatra di suo figlio, colpito da febbre alta e orticaria, e solo in quel frangente ha appreso dalla stessa dottoressa che dallo scorso 1 agosto, la Asl aveva soppresso il posto di pediatra da lei coperto a causa di un numero non sufficiente di pazienti.
«A noi, in quanto assistiti, non è stato dato alcun avviso – dichiara la donna – In pratica, da oltre cinque mesi siamo senza assistenza pediatrica di base senza saperlo. Da cinque mesi i nostri due figli non sono coperti da nessun medico del Servizio sanitario nazionale e questo senza che noi ne fossimo a conoscenza! Come cittadini contribuenti è scontato che abbiamo diritto, tra l’altro, ad un’assistenza sanitaria adeguata per noi e i nostri figli, cosa di cui in questo momento siamo privi».
La stessa dottoressa Alessia Romei, che “Il Tirreno” ha cercato di contattare senza riuscirci, ha riferito alla signora di avere appreso per email la decisione della Asl e di avere cercato di comunicare, tramite degli avvisi affissi nell’ambulatorio, a quanti più assistiti possibile che il suo servizio era decaduto. Il compito, tra l’altro, non sarebbe spettato a lei. Ma evidentemente l’informazione non ha raggiunto tutti.
«Perché hanno soppresso un servizio così importante senza alcuna comunicazione? – insiste la donna – la Asl ha gli elenchi di tutti gli assistiti, avrebbero potuto inviarci una comunicazione, così come fanno in altre circostanze, come ad esempio quando ci ricordano l’obbligo di vaccinarsi, invece nulla. Abbiamo dovuto apprenderlo in questa maniera. Considerato che il servizio non è più in essere da agosto, immagino anche la difficoltà in cui si sono trovate altre famiglie».
Già il giorno dopo la scoperta della situazione, la donna si è attivata per richiedere un nuovo pediatra, ma intanto, per far fronte all’emergenza si è rivolta ad un medico privatamente. «Per me si tratta di un grave disservizio – sottolinea la donna – anche perché noi siamo tenuti a comunicare tutto agli uffici della Asl. Sarebbe molto importante portare a conoscenza l’opinione pubblica tutta di quello che sta accadendo a un servizio fondamentale come quello sanitario in Toscana. Ho scelto di rivolgermi al “Tirreno” perché credo nel potere della denuncia e poi perché mi chiedo se rivolgersi alle istituzioni abbia ancora una qualche efficacia. Ad ogni modo in queste ore ho portato a conoscenza del fatto l’assessore regionale Saccardi, spero che mi risponda. I politici parlano tanto di politiche a sostegno delle famiglie. Sarebbe il caso di far sentire anche la voce di tante famiglie, che come la mia devono ogni giorno lottare per assicurare ai propri figli anche l’assistenza medica». –
Maria Salerno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
