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Sismondi Pacinotti, la scuola che batte la disoccupazione

Martina Trivigno
Il laboratorio di estetica dell'istituto Sismondi Pacinotti con le studentesse al lavoro
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Il laboratorio di estetica dell'istituto Sismondi Pacinotti con le studentesse al lavoro

Il preside Nincheri: «Il 95 per cento dei ragazzi che si sono diplomati l’anno scorso sta già lavorando con contratti a tempo determinato, il 3% ha scelto l’Università»

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PESCIA. «Dei ragazzi di quinta dello scorso anno, il 95% di loro sta già lavorando con contratti a tempo determinato, mentre il 3% ha scelto di frequentare l’Università, perlopiù la facoltà di ingegneria. Quando entrano qui, in questa scuola, sono poco più che bambini. È una soddisfazione, per noi docenti, vederli adulti e con un lavoro. Sapere di averli accompagnati per un lungo tratto di strada al cui termine il futuro non è incerto. Anzi». . In effetti il compito di un insegnante dovrebbe essere proprio quello di valorizzare le competenze dei suoi studenti e sistemare le loro fragilità. E questo è ciò che fanno i docenti all’Istituto professionale “Sismondi-Pacinotti”, all’istituto tecnico “Ferrari” e al liceo artistico “Berlinghieri” di Pescia. Quattro plessi, a poca distanza l’uno dall’altro, in cui oltre mille ragazzi trascorrono le loro giornate.

«Il mio sogno è rendere questo istituto una scuola delle professioni e di realizzare, per l’intera Valdinievole, un polo che valorizzi le diverse professionalità del territorio e non solo», dice il dirigente scolastico, il professor Tiziano Nincheri.

Quando entri, infatti, la sensazione è strana. Ma strana in senso positivo. Perché da una parte ci sono ragazzi in tuta da lavoro, impegnati a controllare il livello dell’olio di un’auto o con il capo chino su un tornio; dall’altra, invece, delle giovani con indosso un camice bianco sono intente a fare la manicure in quello che sembra a tutti gli effetti un centro estetico. Sono tante – e diverse – la facce (e le potenzialità) di questo istituto pesciatino che ha la sua sede principale in via Aldo Moro. Tante come quelle degli studenti che popolano la scuola. E poi ci sono gli insegnanti, il cuore pulsante, il fulcro di tutto. Indaffarati, tutto il tempo, nel valorizzare le attitudini degli studenti. Che, talvolta, hanno soltanto bisogno di essere spronati. Qualcuno dei docenti ha studiato lì, un tempo. E ha deciso di tornarci, questa volta, però, per sedersi dietro a una cattedra.

«Basta avere idee e voglia di fare», sottolinea il professor Pietro Galigani. Lo sa bene lui, che cura il progetto del Teatro sociale. «A questo laboratorio partecipano circa un centinaio di ragazzi – spiega – un momento inclusivo, di aggregazione. All’inizio sono titubanti, ma poi si lasciano coinvolgere».

C’è di mezzo soprattutto la solidarietà. Perché – come sottolinea il professor Gilberto Tagliaferri, referente per l’orientamento – una scuola che guardi al futuro deve essere il più possibile inclusiva. E proprio in questa direzione andrà la “Pacinotti winter school”.

«Dal 2 al 4 gennaio prossimo – sottolineano le professoresse Eva Giuliani ed Eva Creati – una ventina di studenti, accompagnati da quattro docenti, trascorreranno alcuni giorni al rifugio “Uso di sotto” in Valleriana”. D’altronde sono numerose le attività messe in campo dalla scuola che comprendono, tra l’altro, progetti contro il bullismo e pure contro la tossicodipendenza.

«Questa è la scuola che abbiamo scelto – concludono i due vicepresidi, i professori Cristina Brancoli e Lorenzo Giordani – un istituto che dà la possibilità di mettersi in contatto con realtà importanti e toccare il cuore dei ragazzi. Noi insegnanti siamo un punto di riferimento per loro, e continueremo a esserlo».

 

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