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Montecatini

il nodo delle terme 

Il Pd al sindaco: «Nuova società di gestione dell’offerta sanitaria»

Il Pd al sindaco: «Nuova società di gestione dell’offerta sanitaria»

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MONTECATINI. L’unità tra maggioranza e opposizione sul salvataggio delle Terme sembra già presentare qualche crepa. All’annuncio dato ieri dal sindaco Luca Baroncini – «Siamo disposti a gestire un ramo d’azienda, prima però la Regione faccia la sua parte» – risponde a stretto giro di posta il gruppo consiliare del Pd. «Fermo restando – esordisce – che l’acquisto del Tettuccio da parte della Regione è una nostra proposta, ci sono però alcuni aspetti da chiarire.

Il primo. «Considerato che occorre garantire la continuità dell’offerta termale sociosanitaria, una nuova eventuale società di gestione di questo comparto nulla avrebbe a che vedere con i debiti in capo a Terme di Montecatini Spa. Non si capisce quindi cosa c’entra l’acquisto del Tettuccio con il piano che il sindaco avrebbe già dovuto presentare al socio Regione e al Consiglio comunale. Al limite si dovrebbe legare la disponibilità a gestire questo ramo di attività a quella della Regione di concedere budget sanitario in convenzione. Il Comune in questa fase dovrebbe pensare ad asseverare la possibilità giuridica di gestire una società di servizi termali (cosa non scontata) e successivamente presentare un piano economico-finanziario, assicurandosi che questa nuova società abbia garantito almeno il pareggio della gestione caratteristica. Questo è un presupposto irrinunciabile prima di tutto per tutelare i conti del Comune».

Secondo punto. «L’acquisto del Tettuccio da parte della Regione avrebbe una valenza storico-culturale, facendolo diventare patrimonio di proprietà pubblica e liberandolo dalla ipoteca bancaria. Sarebbe una impostazione sbagliata chiedere di acquistare il bene per pagare i debiti».

Terzo. «La questione del taglio degli stipendi del personale è nota al sindaco dall’assemblea dei soci del 24 luglio, il cui verbale riporta l’indirizzo ricevuto dall’amministratore. Quindi le cose sono due: o il sindaco mente quando dice di non essere a conoscenza della decisione; oppure, peggio ancora, non aveva capito gli indirizzi del socio Regione. In conclusione, chiediamo al Comune di presentare presto un piano per la gestione di Redi e Tettuccio facendo la sua parte per garantire alla Città il salvataggio e il rilancio dell’offerta sociosanitaria, senza ingaggiare con l’altro socio un controproducente rimpallo di responsabilità». —

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