Falsifica la carta d’identità per andare a giocare a calcio
Un impiegato di Montecatini è stato denunciato per sostituzione di persona Squalificato nel campionato Uisp, ha tentato di farsi passare per un altro
MONTECATINI. Ha la passione per il calcio amatoriale, ma è incappato in una pesante squalifica. Che fare, dunque? Un impiegato di 36 anni di Montecatini ha immaginato una soluzione che ha finito per metterlo in guai ancora più grossi. Non solo non potrà giocare in campionato, ma la squalifica si allungherà e forse non potrà giocare più. L’uomo infatti ha falsificato una carta d’identità, tentando di farsi passare per un altro, ma è stato scoperto e denunciato dalla polizia municipale per sostituzione di persona.
A segnalare l’anomalia è stato il comitato Uisp, che organizza il campionato di calcio al quale prende parte l’impiegato di 36 anni. Qualcuno si è accorto che c’era qualcosa che non andava nel documento presentato dall’uomo per chiedere il rilascio della tessera Uisp, necessaria per partecipare alle competizioni. La segnalazione è stata fatta direttamente a Domenico Gatto, comandante della polizia municipale di Montecatini, che si è messo a indagare. È così emerso che il documento era falso e pertanto grazie a una serie di controlli incrociati la Municipale è risalita alla vera identità dell’uomo, che si è visto comparire alla porta di casa gli agenti. All’inizio ha negato di aver fatto niente di male, poi di fronte agli elementi raccolti dalla municipale ha ammesso di aver falsificato il documento, perché, ha detto, ne aveva urgente bisogno. Gli agenti sono rimasti particolarmente sorpresi quanto sono venuti a conoscenza dell’urgente bisogno, cioè quello di farsi passare per un altro e poter così ricominciare a giocare dopo essere stato oggetto di una lunga squalifica della giustizia sportiva. L’impiegato è stato dunque denunciato per sostituzione di persona.
Dal Comando della Municipale spiegano che la falsificazione è consistita nel prendere una vecchia carta d’identità emessa regolarmente e sostituire al computer i dati anagrafici, oltre ovviamente alla foto. Il problema è che il carattere delle scritte rimaste, quelle originali, era diverso da quello usato per sostituire il nome. E questo ha fatto sorgere i primi sospetti. È verosimile che qualcuno all’Uisp abbia riconosciuto in foto il calciatore che era stato squalificato, perché la foto era quella dell’impiegato, e così è partita la segnalazione. Il trentaseienne non immaginava che sarebbe stato fatto un controllo così accurato sul documento presentato per ottenere la tessera Uisp. Contava anche sul fatto che, in occasione delle partite, l’arbitro dà un’occhiata necessariamente superficiale ai documenti che gli vengono presentati, accertandosi soltanto che la foto corrisponda al giocatore che ha davanti. Insomma, l’impiegato contava di farla franca ma non aveva fatto i conti con l’occhio lungo della Uisp e della Municipale. Stando a quanto riferito, l’uomo è stato scoperto prima che potesse prendere parte a un incontro del campionato Uisp. —
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