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Tassa di soggiorno non versata: condannato per danno erariale
Dopo la sentenza della Corte dei conti albergatore dovrà versare nelle casse del Comune di Montecatini 51.000 euro relativi agli anni 2013 e 2014
MONTECATINI. Le associazioni di categoria la ritengono una legge iniqua e troppo afflittiva. E da tempo ne chiedono la modifica. Anche perché, per chi la infrange, prevede una triplice batosta: la sanzione da parte del Comune, la condanna a rinfondere il danno erariale da parte della Corte dei conti e, soprattutto, la condanna penale per il reato di peculato, che prevede pene pesantissime: dai 4 ai 10 anni e mezzo. Il tutto per non aver versato nelle casse comunali – o averlo fatto in ritardo – la tassa di soggiorno riscossa dai clienti. Insomma, un incubo per gli albergatori.
Questa volta, dopo decine di suoi colleghi montecatinesi già multati e condannati, a finire nelle maglie di questa contestata normativa è stato Mario Gargano, titolare della ditta individuale (adesso non più attiva) che nel 2013 e 2014, a Montecatini, gestiva gli hotel Rubens, Casa Rossa e Palladio. La Corte dei conti, al termine dell’istruttoria avviata dopo la segnalazione del Comune termale, lo ha condannato a pagare complessivamente 51.000 euro.
La controversa vicenda della tassa di soggiorno a Montecatini è nata nel 2011, quando il Comune introdusse per i turisti l’obbligo di pagarla, delegando ai gestori delle strutture ricettive di incassarla per suo conto. Di fronte agli inadempimenti da parte di alcuni albergatori, era stato lo stesso Comune a segnalare all’autorità giudiziaria i mancati incassi. Un atto dovuto visto che i responsabili dei competenti uffici comunali sono pubblici ufficiali e quindi obbligati a denunciare ipotetici reati. Così come, d’altra parte, sono considerati pubblici ufficiali gli albergatori incaricati della riscossione di denaro pubblico, e per tale ragione passibili dell’accusa di peculato qualora si approprino di denaro della pubblica amministrazione. Qual è quello ricevuto dai turisti come tassa di soggiorno.
Nel caso specifico, Gargano non aveva versato al Comune i 27.300 euro riscossi nel 2013 e nel 2014 per l’hotel Casa Rossa, i 13,749 del Rubens (2013) e i 9.950 del Palladio (2014). —
M.D.
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