In carcere dopo la rapina in un albergo
Coltello in pugno, aveva minacciato il portiere di notte dell’Hotel Tuscany Inn di Montecatini dileguandosi con un bottino di 450 euro
montecatini. Quando il portiere di notte si era affacciato in strada per capire cosa fosse quel rumore sospetto che aveva appena sentito, lui, con una sciarpa sul volto, si era avvicinato di corsa impugnando un grosso coltello da cucina. E con una spallata aveva spalancato la porta d’ingresso, che a quel punto non era più chiusa a chiave. Per poi, sempre puntando la lama verso il volto del terrorizzato dipendente dell’albergo, scassinare il cassetto della reception e dileguarsi con un bottino di circa 450 euro.. Erano all’incirca le tre del mattino del 12 novembre scorso. Teatro della rapina, l’Hotel Tuscany Inn di via Cividale, a Montecatini. Al termine delle indagine immediatamente avviate, lo scorso venerdì i carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip nei confronti del presunto autore del colpo, Montassar Merghni, tunisino di 21 anni residente a Pescia ma di fatto senza fissa dimora, che, fra l’altro, dal 16 novembre era già in cella perché arrestato in flagranza durante un tentativo di furto in un’abitazione a Prato.
Ad incastrare il giovane (che aveva agito assieme ad un complice rimasto sconosciuto), non solo il riconoscimento fotografico da parte del portiere d’albergo rapinato, ma anche il denaro che gli era stato trovato in tasca una decina di ore dopo il colpo quando era stato bloccato dai carabinieri di Firenze in piazza dell’Unità, dopo un breve tentativo di fuga alla vista della pattuglia.
Come detto, la rapina all’Hotel Tuscany Inn era stata messa a segno poco prima le tre del mattino del 12 novembre. Il portiere di notte si trovava nell’ufficio che si affaccia sulla hall ad aggiornare i registri quando aveva sentito dei rumori provenire dalla porta a vetri dell’ingresso. E sullo schermo della videosorveglianza aveva scorto un uomo col volto coperto da una sciarpa che si allontanava di corsa in direzione della stazione. Probabilmente un espediente per far sì che il portiere si affacciasse in strada. Era stato a quel punto che era entrato in scena il Merghni, che aveva fatto irruzione della hall brandendo un coltello da cucina. E mentre lui, minacciando il portiere, si faceva dire dove si trovavano i soldi, il complice tornava indietro e si piazzava fuori a fare da palo. A quel punto, il 21enne tunisino aveva forzato il cassetto della reception in cui erano custoditi i soldi, se li era infilati in tasca e si era dileguato in strada assieme al complice. E al portiere di notte non era rimasto altro da fare che telefonare al 112. Poco dopo, l’uomo non aveva avuto dubbi nel riconoscere Montassar Merghni (che ha le spalle vari precedenti di polizia) quando, in caserma, gli erano state mostrate le foto segnaletiche di vari sospetti. —
Massimo Donati
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