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Montecatini

il caso 

Fallita la Casa di Babbo Natale: fine di un “miracolo”

Alessandro Gasperini
Camilla Carnesecchi all'interno della Casa di Babbo Natale
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Camilla Carnesecchi all'interno della Casa di Babbo Natale

Il Tribunale ha sentenziato il crac della Srl che aveva  organizzato gli eventi natalizi alle Terme. Ma la crisi con la città era già esplosa

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MONTECATINI. Se Babbo Natale esiste davvero, come ci ha raccontato nel delizioso film di Les Mayfield “Miracolo nella 34ª strada” uno strepitoso Richard Attenborough nel ruolo di Santa Claus, allora è anche vero che deve sottostare alle leggi degli umani. Deve essere stato più o meno questo il ragionamento del Tribunale fallimentare di Pistoia, che con sentenza del 15 novembre scorso ha certificato il crac della sua... Casa.. Fuor di metafora, la sentenza numero 74/2019 emessa dal Tribunale riguarda la LCBN T.O. Srl, società a responsabilità limitata con unico socio, con sede in via Aldo Rossi (il complesso del Kursaal) a Montecatini. Se poi si aggiunge che LCBN non è altro che l’acronimo de La Casa di Babbo Natale, ecco che la vicenda diventa subito comprensibile ai più.

Si tratta della società, la cui “front woman” è Camilla Carnesecchi, che ha organizzato le prime manifestazioni a tema natalizio a Montecatini. Con un successo all’inizio strepitoso, per poi scemare piano piano in termini di presenze di clienti e di... gradimento interno da parte della città. Insomma: dai fasti del villaggio natalizio celebrato in tutta Italia come idea grandiosa per risollevare i periodi morti delle città termali, alle liti e alle carte bollate, il passo è stato breve.

Tanto per descrivere il clima che si respirava alla fine, è sufficiente ricordare che nel febbraio dell’anno scorso una ventina di imprenditori montecatinesi salirono le scale del municipio per chiedere, testualmente, «una mano per recuperare i nostri crediti». Si parlava di cifre comprese tra i 50 e i 70mila euro ancora da riscuotere.

«Un numeroso gruppo di albergatori locali e fornitori – si leggeva in un comunicato stampa – esprime preoccupazione per la irreperibilità dell’amministratore di Lcbn srl, i cui debiti nei confronti dei detti imprenditori restano rilevanti. Si chiede l’intervento delle istituzioni locali, nonché delle associazioni degli albergatori, per il recupero dei diversi crediti. Per motivi di riservatezza e di tutela dei creditori stessi, si evita di farne i nomi. Certamente va anche evidenziata la poca oculatezza nell’aver affidato un evento, come quello legato al Natale, alla suddetta società».

Insomma, una arrabbiatura che veniva da lontano. Gli albergatori tornavano a dipanare una vicenda risalente all’estate precedente, quando le Terme avevano pubblicato il bando per l’affidamento dello stabilimento Tettuccio con l’obiettivo di organizzarvi le manifestazioni natalizie.

Il comitato Città del Natale, e quindi tutte le categorie economiche cittadine, si schierarono compatti con la proposta di una cordata romana, ma alla fine a spuntarla fu – ancora una volta – la Casa di Babbo Natale. Decisione che portò allo scioglimento dello stesso comitato e all’assenza di un coordinamento e di un’unica proposta promozionale tra le varie attrazioni.

Come è andata a finire, è storia di questi giorni. —


 

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