Il Tirreno

Montecatini

la città del benessere 

Le abitudini salutari si possono apprendere con “Healthy Habits”

David Meccoli
Le abitudini salutari si possono apprendere con “Healthy Habits”

La seconda edizione della manifestazione organizzata da David Mariani vedrà medici, psicologi e nutrizionisti

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MONTECATINI. Creare la cultura della prevenzione primaria, per riconsegnare la responsabilità della salute direttamente alle persone fin dai primi anni (o mesi) di età.

È questo uno dei principali obiettivi del progetto “Healthy Habits”, sviluppato da David Mariani (imprenditore da oltre quarant’anni nel campo del wellness e titolare di una palestra a Pieve a Nievole). «Healthy Habits – spiega Mariani – è il primo programma integrato per indurre il miglioramento sostenibile delle principali abitudini. Il metodo agisce su 4 pilastri: attività fisica, alimentazione, ambiente e psicologia, riconosciuti come decisivi per la salute dall’Oms».

Dallo scorso anno per diffondere queste finalità è stata creata una “Healthy Habits Academy”, un percorso di formazione che fornisce strumenti metodologici innovativi e interdisciplinari per il miglioramento delle abitudini personali. La seconda edizione farà tappa a Montecatini a gennaio e si aprirà alla partecipazione di medici, psicologi, nutrizionisti, dottori in scienze motorie, infermieri e altre figure chiave del mondo della salute in grado di diffondere un metodo sostenibile per aiutare le persone a migliorare lo stile di vita.

«Healty Habits in Healty City (abitudini salutari in una città salutare, ndr) – commenta il sindaco Luca Baroncini – dato che la nostra città è da sempre attenta alla prevenzione e con una forte vocazione al benessere psicofisico». Una vocazione che per il progetto ideato da Mariani deve essere trasmessa alle persone fin da bambini.

«Con Mariani – spiega Rino Agostiniani, vicepresidente della Società italiana di pediatria – siamo subito entrati in sintonia. I primi mille giorni di un neonato, infatti, sono quelli che cambiano il suo futuro. Intervenire quando si è adolescenti è troppo tardi».

«Montecatini – dice Sara Palermo, ricercatrice dell’Università di Torino – può diventare l’avamposto delle buone pratiche che l’Europa cerca di portare nei territori. Dobbiamo valorizzare le sane abitudini: la cura non è sufficiente e crea costi talvolta ingestibili».

«Il diabete e talune malattie nefrologiche – dice Alessandro Capitanini, direttore nefrologia ospedale di Pistoia – sono legate ai cattivi stili di vita. Dobbiamo però investire di più nella prevenzione». –

David Meccoli

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