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Nove donne su dieci aderiscono allo screening mammografico

Maria Salerno
Nove donne su dieci aderiscono allo screening mammografico

Un buon risultato in Valdinievole ma la Società della Salute punta a coinvolgere tutti i soggetti a rischio. Con la diagnosi precoce guarigioni all’80 per cento

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PESCIA. Nove donne su dieci, in Valdinievole, nel 2018 hanno aderito al programma di screening mammografico. Si tratta di uno dei dati più importanti divulgati nell’ambito della conferenza stampa aperta alla popolazione, che si è svolta ieri mattina al Palagio, per presentare i dati sui tumori femminili nella zona di Pescia e della Valdinievole, in occasione del mese della prevenzione dei tumori femminili. Presenti il comune di Pescia, la Società della Salute della Valdinievole e l’Asvalt Valdinievole.

«Il 50 per cento della popolazione non si sottopone allo screening diagnostico» è il dato che ha rilevato, non senza preoccupazione, il presidente della Società della Salute Riccardo Franchi aprendo i lavori. Ma per fortuna la percentuale aumenta quando si tratta di screening mammografico. Se fino a qualche anno fa erano 8 su 10 le donne a rispondere all’invito gratuito della Asl a sottoporsi alla mammografia, oggi sono 9.

«Un bel risultato – ha sottolineato la dottoressa Anna Cristina Epifani, responsabile degli screening territoriali – la necessità di avviare un programma di screening nasce, infatti, deriva dalla constatazione che una mammografia ogni 2 anni consente di diagnosticare il tumore alla mammella in una fase molto precoce, che determina nell’80 per cento dei casi la guarigione della donna. Ed è necessaria questa evidenza di efficacia per avviarlo, cosa che non succede per altri tipi di tumore, ad esempio per il tumore alla prostata».

Il tumore alla mammella è tra i più diffusi nell’ambito della popolazione femminile e negli ultimi anni è in crescita anche tra la popolazione maschile.

Un altro dato importante che è stato sottolineato è quello relativo all’individuazione della tipologia di lesioni che colpiscono i pazienti: 92 sono le lesioni individuate nel 2018, dato in linea con lo standard italiano. Di queste, 69 erano maligne, di queste 7 su 10 erano in stadio 1 o stadio iniziale, che nell’80 per cento dei casi guarisce. «La diagnostica senologica, che interessa tutte le donne dai 50 ai 69 anni, può fare la differenza – ha ricordato il dottor Claudio Guerra, medico dell’ospedale SS. Cosma e Damiano di Pescia – il 90 per cento comunque non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza, bisogna assolutamente arrivare al 100 per cento. Lo screening è alla base della prevenzione, ma oltre allo screening, fondamentale nell’ambito della prevenzione, appare lo stile di vita: seguire un’alimentazione adeguata, povera di grassi animali e di zuccheri, eliminare fumo e alcool, svolgere attività fisica e la sorveglianza ginecologica che non si conclude con la fertilità. E poi c’è l’autodiagnosi che può iniziare già prima dei 50 anni, con alcune buone prassi, ad esempio l’auto palpazione». Alla base di questa attitudine c’è la cultura della prevenzione. «E su quella occorre lavorare – ha ribadito Arnaldo Pieri, presidente Asvalt – bisogna iniziare dalle scuole, ricordando ai ragazzi che non bisogna nemmeno cominciare a fumare». L’associazione Valdinievole per la lotta contro i tumori, da sempre attiva sul territorio, nasce all’interno della corsia dell’ospedale e lavora sulla sensibilizzazione della popolazione. –

Maria Salerno

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