Il Tirreno

Montecatini

«La Regione compri il Tettuccio, il Comune acquisisca le Tamerici»

David Meccoli
«La Regione compri il Tettuccio, il Comune acquisisca le Tamerici»

Le proposte di Pd e Italia Viva per «evitare un piano di ristrutturazione di tipo liquidatorio» delle terme di Montecatini

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Il Tettuccio alla Regione, le Tamerici al Comune. È una rivoluzione copernicana, un radicale cambio di prospettiva quello proposto da tutte le forze di opposizione (Pd, Italia Viva e M5S), che presenteranno una mozione con l’obiettivo di dare una scossa a una vicenda avvitatasi su se stessa e che, secondo le minoranze, rischia altrimenti di incunearsi in una via senza uscita, quella della vendita del patrimonio termale con il solo obiettivo di ripianare i debiti della società, senza alcuna velleità di rilancio del comparto.. Soluzioni, queste, che avrebbe potuto discutere il gruppo di lavoro sulle Terme, ma sul quale Ennio Rucco (Pd) non nutre alcuna fiducia sulla capacità di ottenere risultati concreti, in quanto «privo di un chiaro mandato da parte del sindaco».

Il capogruppo Pd riparte dall’assemblea dei soci del 25 luglio. «Comune e Regione – dice – hanno dato mandato all’amministratore unico di far realizzare un cronoprogramma che porti alla ristrutturazione del debito facendo ricorso a due articoli della legge fallimentare. Questo piano è, di fatto, di tipo liquidatorio. Noi non ci stiamo a ripianare i debiti semplicemente vendendo immobili e senza una strategia di rilancio».

E allora ecco la proposta. «I soci proprietari – dicono in coro Rucco ed Edoardo Fanucci, Italia Viva – facciano investimenti, acquistando dalle Terme gli immobili di maggior pregio storico. Comprare o detenere le quote di una società in perdita non è più possibile per un ente pubblico, quindi l’attenzione deve essere rivolta alla parte immobiliare. Un’operazione che noi abbiamo già fatto, quando eravamo al governo della città, con la pineta e la Palazzina Regia, sulle quali abbiamo investito 6 milioni. Adesso è l’ora che Regione e Comune tornino a dare segnali importanti sulle Terme, ciascuno secondo le proprie capacità».

Rucco fa quindi l’esempio del Tettuccio per la Regione (il costo si aggirerebbe tra i 10 e i 15 milioni) e delle Tamerici (per il Comune). Un processo, questo, che peraltro aprirebbe le porte anche alla gestione privata del segmento benessere: «Ora invece tutti scappano di fronte alla prospettiva di una procedura fallimentare dell’azienda», conclude Rucco.

D’accordo sulla «necessità dell’investimento pubblico per scongiurare scenari peggiori» anche il Movimento 5 Stelle «L’acquisto da parte dei soci degli immobili – dice Simone Magnani – può consentirne la salvaguardia e manterrebbe in mano pubblica il potere di indirizzo e controllo che, vista l’importanza della società, non può essere lasciato ai desideri di un privato. Inoltre l’acquisto di immobili di pregio storico-artistico potrebbe dare il via al progetto di fondazione di partecipazione che ci consentirebbe di restaurare le strutture. Questa soluzione non può prescindere da un piano aziendale di rilancio che preveda anche la gestione dell’attività affidata a privati con una visione complessiva dell’offerta termale». –

David Meccoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera