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Muore a 40 anni investito da un furgone stava andando alla fermata del pullman

Martina Trivigno

Secondo gli accertamenti, Alessandro Remollino è stato travolto sulle strisce. Il suo corpo senza vita è finito in un fosso 

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monsummano. È stato investito a una cinquantina di metri da casa sua, mentre stava attraversando la strada per raggiungere la fermata del pullman. È morto sul colpo, Alessandro Donato Remollino, 40 anni, sulla via Francesca Sud. L’incidente mortale è avvenuto ieri mattina, poco dopo le 6,30, in località Pazzera, sul confine tra il comune di Monsummano e quello di Larciano. Stava andando a lavoro, Remollino, proprio come ogni mattina. E, come sempre, si era fermato alla vicina edicola per comprare il biglietto del bus. Poi ha attraversato la strada, sulle strisce, per raggiungere la fermata. Ed è a quel punto – secondo le prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri della Stazione di Monsummano e dalla locale polizia municipale – che un furgoncino, che proveniva in direzione Larciano – lo avrebbe travolto. Un impatto devastante, che non ha lasciato scampo al 40enne, sbalzato nel fosso che costeggia, in quel tratto, la via Francesca. I soccorsi sono stati chiamati immediatamente, ma quando un’ambulanza della Pubblica assistenza monsummanese e l’automedica del 118 sono arrivate in località Pazzera, per l’uomo non c’era già più niente da fare e i sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Una tragedia che sconvolge l’intera comunità. Perché – dice qualcuno, neppure troppo velatamente – su quella «strada di sangue» sono troppe le giovani vite che, negli ultimi anni, sono state spezzate.

Tra queste, c’è anche Alessandro Remollino che, da una ventina d’anni, lavorava nel calzaturificio “Fratelli Borgioli” di Lamporecchio. Un ragazzo stimato e benvoluto da tutti, che viveva lì, a Pazzera, da sempre.

Aveva perso il padre, più di un anno fa, e ora Remollino abitava con la madre Rosalia e la sorella Maria Teresa. Sono state proprio loro tra le prime ad arrivare sul luogo della tragedia: la mamma del 40enne, però, non ha retto al dolore e ha avuto un malore.

La dinamica dell’incidente al vaglio dagli inquirenti, comunque, appare abbastanza chiara e gli accertamenti sul conducente del furgoncino (volti ad accertare se avesse assunto alcol o sostanze stupefacenti) hanno dato esiti negativi. Il pm di turno, Luigi Boccia, ha disposto intanto un esame esterno, prima che la salma sia riconsegnata ai familiari.

Un gruppo di persone, ieri mattina, si è radunato vicino al luogo della tragedia, mentre le forze dell’ordine e i soccorritori erano al lavoro. Non riescono a darsi pace per la scomparsa di quel giovane uomo. Soprattutto perché, negli ultimi anni, sono stati più di uno le vittime di quel tratto di strada (o comunque nel giro di pochissimi chilometri).

«È arrivato il momento – dicono, arrabbiati, alcuni cittadini – che le istituzioni intervengano al più presto e trovino delle soluzioni per una delle strade più pericolose della nostra provincia. Per porre fine a questa catena di morte». —

Martina Trivigno

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