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Un piano aziendale per Montecatini: ecco le prime idee del gruppo di lavoro

David Meccoli
Un piano aziendale per Montecatini: ecco le prime idee del gruppo di lavoro

Il sindaco Luca Baroncini ha riunito i componenti La struttura sarà formalizzata dall’avvocatura del Comune

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Primo informale incontro da parte del gruppo di lavoro sulle Terme, che ha consentito ai vari membri (non tutti, peraltro, erano presenti) di conoscersi e sondare le intenzioni e la reale disponibilità a sacrificare parte del proprio tempo (e a costo zero, dato che non è previsto alcun compenso) per l’azienda più importante della città. Un incontro non ancora del tutto operativo, tanto che il sindaco Luca Baroncini tiene a specificare che «a breve la struttura sarà formalizzata dall’avvocatura del Comune, ma al momento si è trattato solo di un caffè preso tra amici».

Un “caffè” al quale, però, non erano state invitate le categorie economiche («Si comincia bene…», hanno commentato alcuni albergatori) e che comunque è servito per iniziare a organizzare tempi e metodologia di lavoro, oltre che – ovviamente – l’impostazione strategica che avrà l’obiettivo ultimo di rilanciare, con un piano industriale ben elaborato e dettagliato, l’attività della società. Anzi, ed è questo uno dei punti principali attorno al quale si è sviluppata la discussione, il business plan dovrà essere a livello territoriale, o almeno cittadino e non limitato alle sole Terme. Chi si occuperà di questa operazione sarà un gruppo di lavoro (in grado di generare direttamente risultati da sottoporre poi all’attenzione e all’approvazione dei soci) e non un semplice tavolo tecnico (con funzioni meramente consultive). Ne fanno parte, in ordine alfabetico: Franco Arizzi, Renzo Cardini, Giovanni Fiori, Gianluca Grazzini, Raffaele Lenzi, Franco Pacini, Alessio Riccomi, Riccardo Sensi, Luca Simoni (supportato da Francesco Cipriani); cui si aggiungeranno i rappresentanti delle categorie economiche.

Ognuno porterà le proprie idee che, a detta di tutti, non potranno essere rivolte solo al salvataggio dell’azienda e alla ristrutturazione del debito, ma dovranno necessariamente tracciare anche una strada (si spera sicura) con la quale l’azienda possa tornare a camminare con le proprie gambe. E in questo non si partirà da zero.

L’ex-Au della Montecatini Parcheggi (e manager di lungo corso anche all’estero) Cardini, infatti, sta lavorando “sottotraccia” da tempo e ha già completato un piano di ristrutturazione, che necessita solo di alcuni dati aziendali per essere applicato concretamente alla fattispecie. L’idea di base, come già segnalato nelle scorse settimane, è quella di creare una fondazione di partecipazione, in grado da una parte di ottenere finanziamenti pubblici per la ristrutturazione degli stabilimenti (in primis il Tettuccio) e dall’altra – a differenza di una fondazione patrimoniale - di fare impresa gestendo per esempio la vendita delle acque e dei prodotti termali o organizzare eventi, godendo di particolari agevolazioni fiscali. In altre parole un organismo in grado di soddisfare le esigenze di interesse per una collettività: e le “nostre” Terme rappresentano un intero territorio. —



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