Il Tirreno

Montecatini

il caso/2 

Locali, appello delle associazioni per una movida rispettosa di tutti

D. M.

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montecatini. «Equilibrio e convivenza pacifica»: sono queste le parole d’ordine delle associazioni del commercio dopo l’ultimatum da parte del sindaco Luca Baroncini e dell’assessore alla polizia municipale Emiliano Corrieri a quei «gestori dei locali notturni che hanno confuso Montecatini con Ibiza». L’amministrazione, in sostanza, aveva detto che o si rispettano le regole, oppure si parte con le sanzioni (che peraltro saranno inasprite). Ma intanto ci si prepara al “peggio” e vengono acquistati dal Comune alcuni fonometri con cui sarà rilevata la pressione acustica nei luoghi della movida.

«Strade come viale 4 Novembre – spiegano in Confesercenti – hanno restituito a Montecatini vitalità e lustro. La città, è innegabile, vive da tempo una difficile crisi nel mondo del commercio. Ciononostante ci sono attività vivaci, locali storici come le Panteraie che stanno per riaprire, altri che fanno importanti investimenti, come la Cascina di viale Verdi. E ci sono anche gli alberghi che resistono, seppure in un contesto di assenza di un prodotto termale al passo coi tempi e di pochi eventi di rilevanza nazionale».

«Detto questo – conclude Confesercenti – le regole ci sono e devono essere rispettate, da tutti. Ma la guerra non conviene a nessuno. Il nostro appello è quindi alla pacifica convivenza tra i vari soggetti imprenditoriali e al reciproco rispetto».

«È necessario trovare un equilibrio sul tema movida rispettando le regole in vigore e, allo stesso tempo, riconoscendo l’importante presidio che i locali svolgono per la sicurezza del territorio». È questo il commento di Confcommercio. «È interesse di tutti dare un’immagine di Montecatini viva, attrattiva e sicura e per farlo è necessario operare all’interno di un clima di collaborazione tra attività, residenti e frequentatori. Il rispetto del regolamento da parte dei locali è un elemento imprescindibile e nessuno può esserne escluso. Le violazioni, infatti, non solo rischiano di incrinare una convivenza già delicata tra le diverse parti coinvolte, ma danneggiano tutte quelle imprese che svolgono il proprio lavoro all’interno dei limiti dettati dal regolamento».

«Allo stesso tempo, però – avverte l’associazione – è innegabile quanto sia indispensabile il ruolo svolto dai pubblici esercizi per la città: il continuo movimento che viene a crearsi in orario serale porta queste zone a essere più sicure di altre. Come associazione manteniamo alta l’attenzione sul tema movida e siamo a disposizione per trovare soluzioni per sostenere la crescita dei pubblici esercizi senza per questo incrinare una serena e positiva convivenza tra tutte le parti interessate». –

D. M.

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