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Una fiaccolata per ricordare la giovane suicida

Martina Trivigno
Una fiaccolata per ricordare la giovane suicida

La data non è stata ancora fissata, ma sarà organizzata entro la prima domenica di ottobre. Si attende il rientro dei genitori dal Marocco

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MONSUMMANO. La fiaccolata per la ventenne studentessa universitaria che, una settimana fa, si è suicidata, lanciandosi dal quarto piano del palazzo in cui viveva la sua famiglia, a Cintolese, si farà.

È Aziz Fettami, rappresentante delle associazioni marocchine nel mondo, a renderlo noto. E anche se non è stata fissata la data precisa – sottolinea – la manifestazione si svolgerà nel corso della prossima settimana. Entro domenica, insomma.

Un segno di rispetto, innanzitutto, nei confronti dei familiari della ragazza. Che ieri – poche ore dopo il commosso “saluto” alla giovane nei locali dell’ex oratorio San Carlo, a Monsummano, a cui hanno partecipato centinaia di persone – sono partiti per il loro paese d’origine, dove si terrà la funzione religiosa islamica e la sepoltura del feretro della ventenne.

«Stiamo aspettando – spiega Fettami – la disponibilità del vescovo di Pescia, monsignor Roberto Filippini, e pure dei ministri di culto di altre religioni. E, ovviamente, attendiamo che la famiglia della ragazza faccia ritorno in Italia. La loro partecipazione ci sembra, infatti, più che doverosa».

«Per ragioni di sicurezza, ordine pubblico e anche per motivi logistici – prosegue il rappresentante delle associazioni marocchine nel mondo – la fiaccolata si svolgerà in piazza Giusti».

Sono stati in tanti a chiedere una manifestazione pacifica in memoria della studentessa che frequentava l’Università a Roma. Ed è proprio nell’ambiente universitario della capitale – secondo il racconto di familiari e amici – che la ventenne avrebbe subito vessazioni psicologiche così pesanti da spingerla a compiere il gesto estremo.

La Procura di Pistoia, intanto, ha aperto un’inchiesta, ipotizzando il reato d’istigazione al suicidio.

Chi la conosceva, infatti, non crede che quella brillante studentessa, che si era diplomata al Liceo scientifico “Coluccio Salutati” di Montecatini, prima di approdare a Roma, possa aver commesso un simile gesto senza un motivo preciso. E loro – lo hanno detto chiaramente nel corso dei loro interventi, mercoledì scorso, al San Carlo – la colpa la danno al mostro subdolo che attanaglia la nostra società: il bullismo. Le amiche chiedono giustizia, l’amministrazione comunale si batterà perché la ragazza possa avere lo stesso una laurea alla memoria. Che, per lei, avrebbe rappresentato il riscatto a cui, più di ogni altra cosa, aspirava. Resta un grande tristezza, nella comunità monsummanese e non solo. E la fiaccolata sarà l’occasione per dire no a ogni forma di bullismo.

«Sarà in suo onore – conclude Aziz Fettami –, ma anche per tutte le vittime di questo veleno sociale che non risparmia nessuno. E non importa quale siano l’etnia, la religione o il colore della pelle. È come un morbo, da cui è impossibile guarire». –

Martina Trivigno

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