Duecento osservazioni al piano operativo
L’assessore Aldo Morelli: «Mi aspettavo che fossero molte di più, tante saranno accolte perché sono pertinenti»
PESCIA. Dare una connotazione urbana alle periferie, dotandole di quei servizi e quelle infrastrutture oggi assenti. Ma senza dimenticare il centro storico e la montagna. Questo ha inteso fare il piano operativo del Comune di Pescia, che il suo estensore, l’architetto Graziano Massetani, ieri, ha illustrato nell’ambito di una conferenza stampa che si è svolta a Palazzo del Vicario e a cui hanno partecipato anche l’architetto del Comune Annamaria Maraviglia, l’assessore ai lavori pubblici Aldo Morelli e il sindaco Oreste Giurlani. Il prossimo primo ottobre inizierà l’esame delle osservazioni, che negli auspici dovrebbe essere completato entro il mese perché il piano possa definitivamente essere approvato in consiglio nella prima decade di novembre.
«Sono giunte all’incirca 200 osservazioni – ha sottolineato Morelli – molte delle quali verranno accolte perché pertinenti, sinceramente ci aspettavamo un numero più alto visto che uno strumento urbanistico, a Pescia, manca dal 1999, invece si tratta di un numero molto contenuto».
Il Comune ha voluto fare chiarezza e placare le innumerevoli polemiche che hanno accompagnato la stesura del piano stesso, prima tra tutte quella che lo ha descritto come «una grande colata di cemento su un territorio già provato» sottolineando la cospicua nuova edificazione residenziale nelle zone di Alberghi e Pescia Morta dove, peraltro, storicamente ci sono sempre stati problemi idraulici, e lo spostamento dell’attenzione complessiva dal centro alle periferie, a discapito del centro storico.
«Non è così – ha assicurato Massetani – il piano operativo ha trattato tutto il territorio, quello rurale e quello urbano. Nel territorio rurale sono stati regolamentati tutti gli interventi legati alle attività agricole, nel territorio urbano il piano ha dato regole per il centro storico di Pescia e di Collodi e per tutti i centri storici della Svizzera pesciatina, oltre a regolamentare gli interventi sul patrimonio edilizio di valore storico e artistico».
Quanto alle periferie, invece, nello specifico Alberghi, Veneri, Ponte all’Abate e Macchie di San Piero l’obiettivo è stato quello di riqualificarle per farle diventare parte integrante della città.
«In molte di queste aree, infatti, mancano strade adeguate, parcheggi, aree verdi – ha sottolineato Massetani – abbiamo cercato di pianificare i vuoti urbani interni ridefinendo limiti certi degli insediamenti all’esterno, con una forte riduzione rispetto ai limiti del territorio urbano definito dal piano strutturale». —
Maria Salerno
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