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Montecatini

Terme, i nomi per il tavolo che deve studiare il piano di rilancio

David Meccoli
L'avvocato Franco Arizzi
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L'avvocato Franco Arizzi

Tra i papabili per il gruppo di esperti ci sono Renzo Cardini, Giovanni Fiori, Franco Arizzi, Franco Pacini e Raffaele Lenzi  

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MONTECATINI. L’ex amministratore unico della Montecatini Parcheggi & Servizi Renzo Cardini; l’ex amministratore unico delle Terme Giovanni “John” Fiori; uno degli avvocati che praticamente da sempre si occupa di questioni legali della società, Franco Arizzi; il responsabile regionale di Forza Italia per il termalismo Franco Pacini; l’ex assessore e notaio Raffaele Lenzi (e resta sullo sfondo anche un altro ex assessore ed ex membro del cda della società, Riccardo Sensi). . Sono i nomi che circolano e potrebbero andare a formare il tavolo tecnico di esperti con l’obiettivo di tracciare una linea condivisa sul futuro delle Terme da sottoporre poi, unitariamente, alla Regione. Una linea che vada chiaramente al di là del puro e semplice piano di dismissione del patrimonio immobiliare, che invece significherebbe una resa incondizionata, oltre che una totale assenza di idee. Quindi un tavolo puramente tecnico, formato da professionisti, a cui i politici potrebbero, almeno in una prima fase, dare solo un contributo, ma che potrebbe comunque essere seguito da vicino, nello svolgimento dei lavori, dalla commissione società partecipate. Tanto che il presidente di questa, Simone Magnani (Movimento 5 Stelle), non ha esitato a definirlo «qualcosa di storico e inimmaginabile fino a qualche mese fa».

«Se l’interesse collettivo prevarrà rispetto a quello di partito, se riusciremo a mettere da parte le differenze e lavorare sull’obiettivo – si legge in una nota dello stesso esponente pentastellato – molto presto questo consiglio si doterà di un gruppo di lavoro tecnico che avrà il compito di dare finalmente un piano industriale per le Terme forgiato da e per la città. Non sarà facile superare la logica dei veti e delle rivalità, ma lo dovremo fare mantenendo però intatto il rispetto per la memoria cittadina. Abbiamo un solo gettone di credibilità da giocarci, dovremo stare attenti a non sprecarlo e a non fare gli errori del passato».

Martedì è in programma una riunione (informale) dei capigruppo, durante la quale ogni partito, sia di maggioranza sia di opposizione, porterà una rosa di nomi con cui dare poi concretamente vita al gruppo tecnico. Nomi che Il Tirreno aveva già in parte anticipato lo scorso agosto e ai quali si aggiungono ora quelli di Renzo Cardini (indicato dal M5S e gradito anche a una parte della Lega) e di Franco Arizzi (“candidatura” sostenuta dal Pd).

Nello stesso incontro saranno gettate anche le basi di un regolamento interno, sarà deciso il numero di membri (uno per ognuno dei 5 partiti presenti in consiglio? Oppure su base proporzionale? ) e saranno stabiliti i tempi per arrivare a un risultato, i quali sono peraltro strettissimi e prevedono un piano da consegnare entro fine novembre.

Ma non si pensi che il gruppo si troverà a partire da zero. L’ex-Au della MP&S Cardini, infatti, sta lavorando “sottotraccia” già da tempo e avrebbe praticamente pronto un piano di ristrutturazione societaria che, per essere completato, necessita solo di alcuni dati aziendali dei quali non è potuto, finora, entrare in possesso. L’idea di base è quella di creare una fondazione in partecipazione, in grado da una parte di ottenere finanziamenti pubblici per la ristrutturazione degli stabilimenti (in primis il Tettuccio) e dall’altra di fare impresa gestendo per esempio la vendita delle acque e dei prodotti termali. Sempre con la bussola diretta verso il rilancio, la ristrutturazione del debito e la messa in sicurezza della società.
 

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