Il presidio
Fanucci ha formato il gruppo consiliare di “Italia Viva”
MONTECATINI. «Al passato dico grazie, ma al futuro dico sì». È con queste parole che Edoardo Fanucci, tornato in consiglio comunale dopo esservi già stato (giovanissimo) con i Democratici di sinistra e dopo la “parentesi” in Parlamento, presenta la sua nuova “avventura”, con la quale decide di lasciare il Pd per aderire a “Italia Viva”, il nuovo soggetto politico creato da Matteo Renzi. Una scelta per niente facile per lui che nel Pd ha “creduto” e ne è stato “fondatore” (come scrive in una nota, aggiungendo che «il progetto di Veltroni mi aveva entusiasmato e convinto»). Non facile anche perché si tratta di un percorso a ostacoli, l’esatto contrario di chi, un giorno, si era improvvisamente svegliato renziano (ai tempi del Pd al 40 per cento) o, in tempi più recenti (e nello schieramento opposto) si era trasformato in un “convinto” leghista dell’ultima ora. Fanucci dice inoltre di essere stato «il primo in Toscana a formare un gruppo consiliare di Italia Viva»: una strada che, in Valdinievole, è stata seguita anche da Matteo Brizzi, giovane consigliere comunale a Massa Cozzile.
«Ho scelto di seguire Renzi – spiega Fanucci – con la testa e con il cuore. In politica, come nella vita, è importante farsi guidare dalla passione. Oggi, il progetto del Pd nato con Veltroni non c’è più. Si è perso tra mille litigi, liturgie e correnti. Non c’è più identità, chiarezza, idealità e radicalità».
Ma l’ex deputato non rinnega niente del suo percorso: «Provo un profondo senso di gratitudine nei confronti dei tanti compagni di viaggio con cui ho condiviso anni di bellissima militanza politica. Adesso è arrivato il momento di voltare pagina. Lascio un partito politico, non abbandono la politica. Lascio le cariche, i ruoli, la tessera, ma non smetterò mai di combattere per un mondo migliore, più giusto, più equo e più solidale». Infine, un pensiero “per gli amici del Pd”. «Ritengo – conclude Fanucci – che ci saranno luoghi e tempi dove torneremo a correre insieme. Non è un addio, ma un affettuoso arrivederci. Per questo la mia porta per voi non sarà aperta, ma spalancata». —
David Meccoli
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