Il “Leonardino” ripercorre i passi del giovane artista
Presentato il sentiero che conduce dalla Madonna della Neve di Montevettolini alla casa natale di Anchiano a Vinci. «Turisti a spasso per il Montalbano»
MONSUMMANO. È stato un po’ come tornare indietro a quel 5 agosto del 1473. O, perlomeno, alla natura incontaminata che un giovane Leonardo da Vinci (allora poco più che ventenne) rappresentò nel suo primo disegno, datato e firmato con un appunto di suo pugno: “Di Santa Maria della Neve addì 5 d’aghosto 1473”. . Ma torniamo ai nostri giorni: cambia l’epoca, ma il paesaggio – quello del Montalbano – è rimasto più o meno le stesso. E allora scarpe da trekking ai piedi, vestiti comodi per affrontare circa cinque ore di marcia e, soprattutto, tanta voglia di scoprire “Il Leonardino”. Il “percorso zero” di questo cammino culturale-naturalistico (ma, suggeriscono gli ideatori, pure spirituale) è stato inaugurato sabato scorso. Due percorsi – uno lungo 17 e l’altro 19 chilometri, tracciati da Marco Tani dell’associazione “Montalbano domani” – che collegano Montevettolini con la casa natale del Genio, ad Anchiano di Vinci.
Erano in tanti, sabato, all’inaugurazione del Leonardino: autorità civili e religiose hanno affollato il piccolo oratorio della Madonna della Neve, poco fuori dal centro abitato di Montevettolini. Prima la messa, celebrata dal vescovo di Pescia, monsignor Roberto Filippini; poi la presentazione del progetto, ideato da Alessandra e Fabio Borghese (proprietari, tra l’altro, della Villa medicea di Montevettolini) in collaborazione con Gianpaolo e Ilaria Lastrucci e promosso da Fondazione Leonardo 500. «L’idea – spiega Alessandra Borghese, giornalista e scrittrice – è quella di mettersi in cammino per far scoprire, a turisti e residenti, la storia e i territori legati al giovane Leonardo. Un progetto che nasce nell’anno in cui si festeggia il cinquecentenario anniversario della morte del Genio di Vinci. Lui camminava qui, in questi luoghi intrisi di storia e cultura. Per ricercare con lo sguardo i colori del cielo, gli scorci e quelle vedute che hanno lasciato il segno nel giovane Leonardo, a tal punto da voler riproporre tutto questo in un unico disegno».
«Questo percorso – dicono il sindaco di Monsummano, Simona De Caro, e anche quello di Vinci, Giuseppe Torchia – collega due luoghi leonardiani importanti: la casa natale di Anchiano e l’oratorio della Madonna della Neve, che si trova nel luogo a cui Leonardo si è ispirato per il suo disegno».
«Un’opera – sottolinea Torchia – a cui il Comune di Vinci è particolarmente legato e che è stata protagonista della mostra “Alle origini del Genio”, visitata quest’anno anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella».
«Il Montalbano – aggiunge De Caro – ha una peculiarità: il Genio si è formato qui. E, nelle sue opere, il segno di questo territorio è tangibile».
«Si può respirare l’aria del Genio di Vinci – spiega monsignor Filippini – e magari la sua nobile curiosità sui segreti del creato. D’altronde il cammino non è nient’altro che una grande metafora della vita, che ben hanno compreso gli scrittori delle grandi religioni. E, anche questo, è il Leonardino: un percorso che, ripercorrendo i passi della storia, fa crescere spiritualmente chi lo percorre».
Infine, tutti alla Villa medicea di Montevettolini, in un momento conviviale che ha sancito l’inizio di un nuovo capitolo che vedrà ancora come protagonista, anche in futuro, il Genio.
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