Il Tirreno

Montecatini

Palio, il lavoro di un anno dietro alle frecce scoccate dagli arcieri

Maria Salerno
Palio, il lavoro di un anno dietro alle frecce scoccate dagli arcieri

Pescia, i rioni ancora oggi svolgono una funzione di “aggregatore sociale” con giovani e anziani coinvolti in un progetto

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Ci siamo. Si disputa oggi, 1° settembre, in piazza Mazzini, con inizio alle 17, il 42° “Palio degli Arcieri Città di Pescia”. Un evento che al di là del suo valore di rievocazione storica, riesce a risultare ancora oggi estremamente “moderno” nella sua funzione di coaugulo sociale, strumento di aggregazione e rafforzatore di un sentimento identitario e di appartenenza, necessario ad ogni comunità. 
 
«Se riflettiamo sul nostro attuale modo di vivere, dove il principale aggregatore sociale è Facebook, ci rendiamo conto di quanta importanza abbia avuto e continui ad avere il palio – ha sottolineato il sindaco Oreste Giurlani – che è solo il culmine della vita associativa rionale. Senza circoli e associazioni, oggi, il rione è di fatto l'unico strumento che tiene insieme i giovani, le famiglie, promuove il sentimento di appartenenza cittadina, in una parola sola: fa comunità. Di questo dobbiamo andare fieri e le amministrazioni hanno il dovere di tutelare questo patrimonio».
 
Anche secondo i contradaioli il rione rappresenta ancora un importante “ammortizzatore sociale”: tiene insieme i ragazzi, ne stimola la socializzazione, li impegna in attività sane e in un contesto protetto.
 
Tutto questo, chiaramente avviane con delle differenze significative rispetto al passato. Prima il rione rappresentava tutto, per qualcuno addirittura un premio “se fai il bravo vai al rione”.
 
La vita qualche decennio fa era più semplice, molto meno organizzata, la maggior parte delle famiglie non poteva permettersi palestre e attività extra-scuola. Ecco che il rione con le sue attività rappresentava un luogo e un modo ideale per trascorrere il tempo libero.
 
Nonostante oggi la vita sia cambiata e tutti i rioni soffrano un po' del “ricambio generazionale”, sono ancora luoghi densamente popolati da piccoli e grandi e la prima domenica di settembre il tifo per il proprio rione è un sentimento vero, autentico, che si sfoga attraverso cori e tamburi.
 
Salvo qualche innovazione tecnica nella disfida, il palio si ripete pressoché identico da 42 anni. C'è chi lo ritiene un ossequioso riguardo alla tradizione, c'è di contro chi afferma che qualche cambiamento andrebbe doverosamente introdotto. 
 
Tra questi Fabrizio Michelotti, uno dei fondatori storici del palio, che quest'anno rivestirà i panni di presentatore.
«Altre manifestazioni, anche più giovani di quella di Pescia, negli anni sono cresciute e ci hanno superato in importanza – ha evidenziato – onorare la tradizione è importante, ma bisogna anche crescere. E crescere vuol dire adeguarsi ai tempi, altrimenti si rimane indietro. Non può gravare tutto sulle spalle della Lega dei Rioni, occorre coinvolgere quante più categorie e associazioni possibili. Magari costituendo un comitato pro palio, facendola diventare un'operazione corale, realmente di tutti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web