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San Francesco 

Il leone “Fulvio” ruggisce dal lontano 1982 qui c’è la cura maniacale per i costumi

Maria Salerno
Il leone “Fulvio” ruggisce dal lontano 1982 qui c’è la cura maniacale per i costumi

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Il rione

Il labaro con il leone fulvo in campo azzurro è quello che identifica il rione San Francesco. Quel leone fulvo, che qualche anno fa un cronista con uno strafalcione ribattezzò “Fulvio” e che da allora viene simpaticamente appellato così dai rionali.

La sua prima comparsa in pubblico, seppure ufficiosa, “Fulvio” la fece al palio del 1981, con tre tamburini che accompagnavano i balestrieri della città di Lucca “a disputar tenzone per la città di Pescia”. Ma bisognerà attendere l’anno successivo, il 1982, perché il rione venga battezzato ufficialmente il 4 di luglio con una cerimonia solenne nella chiesa di San Francesco, dalla quale orgogliosamente prenderà il nome.

Il rione San Francesco sorge sulla riva sinistra del fiume Pescia, partendo da via Cesare Battisti comprende la zona dell’ospedale, risale il fiume fino a San Lorenzo e abbracciando tutta la collina, torna al villaggio di Ricciano. Ma il cuore è rappresentato senza dubbio dalla piazza San Francesco, con la chiesa e il suggestivo chiostro, dove ogni anno si svolge la cena propiziatoria.

Il 6 settembre del 1992 avviene la conquista del primo cencio, seguiranno altre 6 vittorie: nel 2001, 2004, 2005, 2007, 2013 e 2016. Il rione conta circa 140 elementi (ma il numero è variabile di anno in anno) e vede rappresentati: i priori, accompagnati da nobili, dame e damigelle, le ancelle, i bambini piccoli nobili della casata, i paggetti, gli armati con i lancieri e i capitani.

L’epoca alla quale fanno riferimento i costumi va dal XIV secolo alla prima metà del XV (1350 - 1450) di ispirazione fiorentina-tedesca, proprio perché la città era sotto il dominio della famiglia Medici. Dietro la scelta dei costumi c’è un’attenzione rigorosa al dettaglio storico, frutto di studi e ricerche approfondite. Anche gli accessori d’accompagnamento, come scarpe e gioielli, vengono selezionati con cura, in alcuni casi fatti realizzare artigianalmente. Questo perché il corteggio risulti quanto più fedele possibile allo spirito di rievocazione storica che il palio da sempre si propone.

Nel 1994 nasce il gruppo degli sbandieratori. Del nucleo originario dei veterani, oggi, rimangono pochi elementi, ma “l’arte della bandiera” viene tramandata alle nuove generazioni per partecipare a gare e tornei a livello nazionale. Il gruppo dei musici è stato quello che negli anni ha subito la maggiore evoluzione: partiti in tre nel lontano ’81, quando il rione ufficialmente non c’era ancora, già l’anno dopo un gruppetto ben più nutrito studiò un anno intero per imparare il primo motivo. Fino a qualche anno fa i motivi venivano suonati “ad orecchio”, oggi si seguono le lezioni di un maestro . Un tempo il gruppo si preparava per le strade di San Francesco e di Ricciano e andava nel campo sportivo di Pescia per imparare il passo, il portamento e l’atteggiamento in sfilata. Insieme agli altri rioni, il gruppo è stato scelto molte volte per rappresentare Pescia in varie città italiane. L’appartenenza al rione è molto sentita e l’impegno a tenere in vita la memoria della contrada è da sempre molto forte . –

Maria Salerno

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