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Ferraia 

I “capannaioli” che tiravano sassi dal fiume sono diventati anche i più bravi con l’arco

M.S.
I “capannaioli” che tiravano sassi dal fiume sono diventati anche i più bravi con l’arco

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IL RIONE

Con le loro 15 vittorie, i ferraioli sono quelli che si sono aggiudicati il maggior numero di competizioni. Ma questo non è l’unico primato della Ferraia. È il primo rione ad essersi costituito il 23 settembre 1980, determinando di fatto la successiva divisione della città in quattro rioni e la nascita del Palio degli arcieri. Il gruppo dichiarò, infatti, già dalla sua costituzione, il proposito di riportare alla luce le antiche tradizioni locali e di riproporre la sfida, un tempo espressa con spettacolari sassaiole nel letto del fiume Pescia, con i concittadini situati nell’altra sponda del fiume, soprannominati “domaioli” perché abitanti nel quartiere dove sorge il Duomo e coi quali esisteva un’evidente rivalità.

I loro colori sono il giallo e il rosso e il loro simbolo il giglio. I primi costumi che vennero utilizzati quando il gruppo si costituì furono arrangiati grossolanamente e senza alcun riferimento storico, oggi sono diventati motivo di orgoglio, oltre ogni confine cittadino. I componenti del rione vengono spesso chiamati, infatti, in Italia e all’estero a rappresentare con le loro esibizioni le origini, gli usi e i costumi della città di Pescia. I rionali vengono chiamati “ferraioli” o “capannaioli”, perché il rione comprende la parte più antica della città (l’odierno centro storico), in cui si svolgeva la vita politica e commerciale, un tempo nota come la zona delle Capanne. Si tratta anche dell’unico rione per così dire “laico”, almeno nella denominazione, derivando la stessa da un antico mestiere, quello dei ferraioli, appunto, o fabbri. La sede, un tempo condivisa con la banda cittadina, si è trasformata oggi in un luogo dotato di ampi locali in grado di ospitare tutta la contrada. La loro piazza, dove si svolge o la cena propiziatoria è Santo Stefano.

Il rione Ferraia include oltre cento figuranti che comprendono: i gruppi dei musici, degli sbandieratori e di danza storica. Altri personaggi impersonano il signore del quartiere e la sua dama, con la loro corte, alabardieri, arcieri e balestrieri. Ci sono poi le eccellenze come l’araldo ferraiolo, che per anni ha raccontato il passato della città fatto di sassaiole nel fiume tra i capannaioli e quelli aldilà del ponte, due mondi che si scontravano: quello civile e quello religioso.

La Ferraia è stato il primo rione ad ottenere la promozione nella massima serie A1 (Tenzone Aurea) del Campionato Italiano della Federazione Italiana Sbandieratori (F.I.Sb.), la prima volta nel 2013 a Cori, senza disputare il seguente campionato a causa della concomitanza con il Palio, e nel 2017 a Ferrara. Gli sbandieratori giallorossi si sono esibiti anche all’expo di Milano.

Il rione detiene il maggior numero di “cenci”: 15 vittorie, la prima nel 1980, poi 1983, 1987, 1989, 1990. E ancora dal 1994 al 2000 sette anni di vittorie consecutive (che valsero il titolo di “imbattibili”), nel 2006, 2010 e 2011. Ferraia ha contribuito al restauro di alcuni importanti gioielli cittadini, come a la cappellina di San Policronio, compatrono di Pescia, da dove ogni anno il parroco della chiesa dei santi Stefano e Niccolao impartisce la benedizione alla città. — M.S.

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