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Rebecca Dami, la biondina che batte anche gli uomini

Paolo Allegri
Rebecca Dami, la biondina che batte anche gli uomini

Classe 1988, diplomata all’agrario di Pescia, ha vinto il Premio dei Gentlemen Non usa la frusta come ci hanno insegnato le stelle del trotto e i Paesi del Nord

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MONTECATINI. Le notti di agosto al Sesana ci hanno regalato le emozioni del Gran Premio Città di Montecatini e del Nello Bellei ma nel taccuino hanno trovato posto anche le imprese di una ragazza che affronta le corse con il sorriso e batte gli uomini.

Si chiama Rebecca Dami, classe 1988, nel cassetto anche un diploma conseguito all’Istituto Agrario di Pescia, il corso gentlemen frequentato a Bologna nel 2013. Il debutto sugli ovali di trotto avviene nel 2014, l’occasione è il trotto montato, la disciplina di origine francese. Rebecca in quel periodo al mattino lavora con i cavalli di Gennaro Casillo, li allena salendo in sella, così ecco che vince spesso al monté. Poi per quella disciplina particolare ci vogliono in scuderia cavalli che si adattino, autentici specialisti. E allora ecco che la bella Dami si riconverte, un secondo spicchio di carriera dove si dedica al sulky. Partecipa alle corse gentlemen. Monica Gradi e Jessica Rosaspina a parte e qualche altra amazzone di altre regioni, quasi sempre Rebecca sfida dei maschi.

Capelli biondi che spuntano dal caschetto, una posizione in sulky elegante, Rebecca in corsa è precisa, energica. Non usa la frusta, perché ha un massimo rispetto del cavallo, come ci hanno insegnato le stelle del trotto e Paesi come la Svezia e la Norvegia, e in corsa è sempre concentrata. Sembra che sappia in anticipo cosa succederà. Chiamatela strategia, se volete. Quella che la ragazza che sorride ha messo in pratica al chiaro di luna della Notte di Ferragosto. La corsa era il Premio dei Gentlemen, la montecatinese guidava Tempest Treb, un cavallo duttile con il quale ha un gran feeling. Prima di quel convegno di mezza estate ci aveva già vinto quattro volte, due a Bologna, una a Follonica e una vittoria ottenuta in giugno al Sesana. Quella sera era differente, però. Di solito, per gran parte dell’anno, cavalli e guidatori corrono in ippodromi con pochissimo pubblico. È quello dei feriali. Le notturne d’estate cambiano la prospettiva. Una corsa e un successo hanno un sapore diverso. Ce lo dice la stessa Rebecca: «Vincere fa sempre piacere, ma un conto è tagliare il traguardo per primi di fronte a un pubblico infrasettimanale, un’altra cosa è farlo di fronte a un ippodromo gremito, a una tribuna stracolma».

A una fiumana di gente che abbracciava la pista come nella magica notte di Ferragosto. Bambini, mamme e papà, ragazzi che seguivano con entusiasmo, applaudendo guidatori e cavalli. Facendosi rapire dalla magia delle corse. In questo fondale meraviglioso, ecco che Rebecca ha dipinto una corsa meravigliosa. Partenza con l’autostart, distanza del miglio. Lei e Tempest Treb in seconda fila con il numero 7. La bionda è stata brava a filtrare, subito in seconda pariglia, posizione ideale per controllare tatticamente la prova. Per vincere la corsa, Rebecca ha fatto altre due mosse: a metà della retta di fronte ha spostato, ma non eccessivamente. Era in mezzo alla pista ma non al largo di tutti. Quasi a nascondersi, per non dare vantaggio ai “maschi” che davanti stavano lottando tra loro a suon di parziali. Poi sull’ultima curva, ecco lo scacco matto. Un allungo violento, secco, chiesto al suo Tempest che ha risposto allungando prodigiosamente. Poi l’esultanza, le braccia al cielo della ragazza con il rossetto che porta gioia e leggerezza nelle corse. –

Paolo Allegri

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