Italia
Il Piano operativo di Pescia all’esame della Regione
Il consigliere Niccolai (Pd) ha inviato un’interrogazione ponendo l’attenzione su quattri punti critici. E lancia l’allarme: «Il baricentro della città spostato a sud»
PESCIA. Un’interrogazione per informare l’amministrazione regionale delle “rilevanti problematiche” relative al piano operativo del Comune di Pescia. L’ha presentata, qualche giorno fa, il consigliere Marco Niccolai (Pd).
Quattro sono i punti su cui si concentrano le osservazioni del consigliere, corrispondenti ad altrettante zone pesciatine: Alberghi e Pescia Morta, Collodi, Veneri e il centro storico.
La critica più forte è relativa alla previsione di nuove costruzioni di edifici residenziali, soprattutto nella zona sud di Pescia – Alberghi e Pescia Morta – che oltre ad avere storicamente problemi idraulici e di contenimento delle acque sposterebbe il baricentro della città verso sud, distogliendo l’attenzione da quel centro storico il cui recupero diventerebbe sempre più complicato.
«Alberghi e Pescia Morta è una delle aree maggiormente interessate dallo strumento urbanistico – si legge sul testo dell’interrogazione – si tratta di un’area con una previsione di ben 45.371 mq di nuove costruzioni di edifici residenziali. Tale superficie pari a circa 880 nuovi appartamenti equivale al 75 per cento dell’intera previsione urbanistica del piano, concentrata in una sola area». E poi c’è Collodi: qui il consigliere lamenta l’assenza di qualsiasi forma di riqualificazione del Castello, né previsioni di servizi e infrastrutture, incentivi e sgravi fiscali.
«Si prevedono per tale area ben 8.543 mq di nuove abitazioni pari a circa 145 residenze o attività similari – si legge nel testo dell’interrogazione – per le nuove costruzioni vengono sforate le quantità massime stabilite dal piano strutturale di 1.293 mq. Non è evidente se gli oneri di urbanizzazione e le convenzioni urbanistiche siano sufficienti a coprire le spese per il potenziamento e adeguamento delle infrastrutture e servizi già ad oggi deficitari. Inoltre, i nuovi insediamenti sono posti in modo disomogeneo, con il rischio di creare, tra le aree di nuova costruzione e quelle già edificate, delle aree di potenziale degrado».
Anche la zona di Veneri, altro punto all’attenzione del consigliere, sarà oggetto di nuovi insediamenti per 11.125 mq pari a circa 180 appartamenti o attività similari «con rilevante consumo di suolo – evidenzia Niccolai nelle sue osservazioni – oltre a nuove edificazioni per ulteriori 5 mila mq al di fuori dei centri abitati». Infine il centro storico, per cui il piano operativo rappresenterebbe «un’occasione mancata», quella cioè di prevederne il recupero del patrimonio immobiliare esistente e la pianificazione di nuovi servizi. «Il centro storico, infatti, esempio dell’architettura e della vita sociale del XII e XIV secolo, risulta pressoché non interessato dalle politiche urbanistiche comunali se non quelle ordinarie – si legge sul documento –. Inoltre spostando il centro nevralgico a sud si avrà nei prossimi anni un decremento delle attività e dei servizi presenti ed un esponenziale aumento del degrado» . –
Maria Salerno
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