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Alla riapertura delle scuole la Martini mancherà all’appello

Luca Signorini
Alla riapertura delle scuole la Martini mancherà all’appello

I lavori (per 800mila euro) di adeguamento statico iniziati nel mese di gennaio non termineranno in tempo. Gli alunni saranno ancora trasferiti alle ex Arinci

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Monsummano. Non riaprirà a settembre la più antica scuola di Monsummano, l'elementare “Martini”, in pieno centro storico, costruita nel 1898.

È il terzo anno di chiusura: i 200 alunni e le insegnanti, dal 2017, fanno lezione nell'edificio delle ex “Arinci” di via Diolaiuti, che per fortuna si è reso disponibile dopo l’allestimento a scuola del vecchio tribunale di via Cavour. Il 16 settembre, giorno della prima campanella, saranno di nuovo in trasferta. «Come nuova amministrazione non ci siamo mai sbilanciati – precisa il vicesindaco Elena Sinimberghi – la prossima settimana avremo comunque una riunione con i tecnici e gli uffici. Stiamo monitorando attentamente la situazione».

Perché dentro la “Martini” ci sono dei lavori – che evidentemente hanno subito qualche intoppo – iniziati nel gennaio scorso e con durata attesa di sei mesi. Ma i tempi si allungano. L'impegno del consorzio Consital (ditta esecutrice Progeco) non è di poco conto, e neppure il costo degli interventi (800.000 euro, per metà coperti da un finanziamento regionale). Si tratta dell'adeguamento statico e del miglioramento sismico della struttura, con l'utilizzo del sistema Cam, ovvero il posizionamento di una “maglia” metallica come “armatura” delle mura. Le opere interessano principalmente la parte interna dell'immobile, i solai, i pavimenti, gli intonaci, le tinteggiature e l’adeguamento dell’illuminazione.

È prevista l'installazione di un ascensore e l'abbattimento delle barriere architettoniche. Gli ambienti invece non subiranno modifiche: né negli spazi, né negli arredi.

Suoneranno a festa le campane cittadine quando la “Martini” riaprirà i battenti: la ristrutturazione ai fini della sicurezza sta superando il tempo massimo. Prima ci si è messa la lunghissima attesa per ricevere i pareri vincolanti di Asl, Vigili del fuoco, Soprintendenza e Genio civile. Adesso è il turno dei lavori veri e propri che però slittano.

Visto il percorso, è certo che la scuola diventerà un capolavoro. E tra l'altro un'operazione simile riguarderà nel prossimo futuro la scuola materna “Falcone” e l'asilo nido comunale di via della Resistenza. Anche questi due edifici hanno bisogno dell'adeguamento statico e sismico, tanto più che per il progetto la Regione ha già inviato un bonifico di 500.000 euro. Il Comune attende il fine lavori all'elementare per liberare la ex “Arinci” e dare il via al procedimento su materna e nido, sarà inevitabile una loro chiusura. Gli alunni dovranno anch'essi traslocare, probabilmente sempre in direzione dello stabile di via Diolaiuti, l'unico di proprietà pubblica che può essere utilizzato a questo scopo. «Faremo altri interventi sull'edilizia scolastica, c'è un piano che dobbiamo perfezionare. L'argomento ci sta a cuore», chiude Sinimberghi. —

Luca Signorini

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