Il Tirreno

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pescia è di tutti 

Una colata di cemento nella zona sud del comune e 150 residenze a Collodi

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PESCIA. Una forte colata di cemento nella zona sud del comune, la mancanza di previsioni di recupero del centro storico sia della città che dei borghi che compongono le frazioni di Pescia, un aumento di circa 150 nuove residenze o attività similari a Collodi. L’associazione “Pescia è di tutti”, dopo un’attenta valutazione del Piano operativo adottato dal Comune di Pescia, presenta le proprie osservazioni allo strumento urbanistico.

«Un nuovo strumento urbanistico che non prevede il rilancio del centro storico – si legge in una nota alla stampa – secondo noi va a perdere anche quelle possibilità di recupero e rilancio del patrimonio urbanistico ed edilizio tramite incentivi per il recupero del patrimonio esistente e magari la pianificazione di nuovi servizi in aggiunta a quelli esistenti. Questa mancanza, a nostro avviso, porterà nei prossimi anni anche un decremento delle attività e dei servizi presenti andando ad aumentare il degrado e il disagio dei coraggiosi che rimarranno ad abitare nel centro storico».

Di contro nella periferia del centro vengono previste nuove costruzioni in aree che appaiono prive di infrastrutture e di difficile accesso.

«Abbiamo notato la possibilità di interventi di nuova costruzione in via XXVII Aprile dove non risulta neppure possibile ampliare la viabilità esistente, area questa già interessata negli anni da un’eccessiva edificazione, così come a Solleciti, area di interesse paesaggistico oltre che storico e vediamo un nuovo insediamento anche in Via della Torre, nella zona a nord dell’ospedale dove già oggi vi sono problematiche di traffico e dove un ulteriore aggravio della residenzialità previsto dal piano Operativo, rischia un ulteriore aggravio di traffico. Le zone di Alberghi e Pesciamorta, rappresentano le aree dove maggiormente si scaricherà la residenzialità del nuovo strumento urbanistico. La zona in questione è già interessata da gravi disagi a causa del rischio idraulico e spostarci il baricentro della città senza prevedere adeguati interventi in materia di prevenzione del rischio idraulico che costano molto rispetto alle reali possibilità del Comune, non ci sembra una scelta adeguata. Altra cosa non chiara è il motivo per cui si vogliono saturare di zone residenziali intere aree agricole destinate alla floricoltura e allo sviluppo dell’agricoltura» . —

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