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pieve a nievole 

«Topi, escrementi e serpi nella casa abbandonata»

La casa abbandonata di via Leopardi a Pieve a Nievole (foto Nucci)
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La casa abbandonata di via Leopardi a Pieve a Nievole (foto Nucci)

Protestano i residenti di via Leopardi ma la sindaca dice di avere le mani legate. «Il proprietario è morto e gli eredi si sono trasferiti all’estero, proviamo a cercarli»

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PIEVE A NIEVOLE. «La sera vediamo topi, talpe e serpenti che, all’improvviso, sbucano dall’erba alta. E poi ci sono gli escrementi di piccione, ovunque. L’aria resa irrespirabile dal tanfo che si diffonde tutt’intorno. Sono questi volatili gli unici abitanti di quel rudere, ormai dimenticato da tutti».. È un gruppo di residenti di via Leopardi, a Pieve a Nievole, a far riaffiorare la protesta (per la verità mai sopita) per le pessime condizioni in cui versa la casa abbandonata di via Marconi (all’angolo con via Leopardi). Un edificio in pietra non più abitato da diversi decenni: se non dai piccioni che, in quelle che un tempo erano le stanze della casa, nidificano e si riproducono, senza sosta.

Il tetto della struttura è crollato, sotto il peso del tempo e dell’incuria, e anche il resto del rudere appare pericolante. Risale a più di tre anni fa, infatti, l’ultima protesta affidata al nostro giornale dai residenti. E, in quell’occasione, il Comune si attivò per risolvere l’emergenza volatili in via Marconi mettendo in campo l’associazione “I falconieri del Granducato di Toscana”: gli esperti, quella volta, installarono delle gabbie con mangime e acqua, furono fatti volare una serie di falchi e fu pure comandato in aria un drone. Ma – com’è prevedibile – dopo un po’ di tempo il problema, purtroppo, si è ripresentato.

«Le loro deiezioni intasano i canali di scolo – raccontano i residenti – mentre il fetore ci assale. I piccioni sono i veri padroni del rudere». Una casa abbandonata da decenni, tra le cui mura gli abitanti del quartiere, quando erano bambini, si rifugiavano per giocare a nascondino. «Era il nostro nascondiglio – ricordano – È sempre stata disabitata. Soltanto per un breve periodo, molti anni fa, tra quelle pareti lavoravano il sughero. Ma poi non abbiamo visto più nessuno a occuparsi dell’edificio».

Sono stati loro stessi, allora, a piantare rosmarino e lavanda nel giardino circostante.

«Tagliamo l’erba tutt’intorno – spiegano i residenti – per mantenere un minimo di decoro. Ma dentro, noi, non entriamo. Le condizioni igienico-sanitarie, in quel posto, sono pessime».

Una situazione di cui il Comune di Pieve a Nievole è a conoscenza da tempo. «L’edificio è privato e noi, come amministrazione, abbiamo le mani legate – spiega la sindaca Gilda Diolaiuti, contattata dal Tirreno – Il proprietario del rudere è morto tanti anni fa e gli eredi, di cui si sono perse le tracce, si sono trasferiti all’estero. Faremo un ulteriore tentativo per rintracciarli».

«Se anche questo, come già successo in passato, andasse a vuoto – prosegue la prima cittadina – non resta che contattare l’Agenzia del Demanio per capire come procedere per acquisire l’immobile, annettendolo così ai beni del Demanio».

Un iter, in ogni caso, che richiederà tempo e che non si risolverà certo a breve. E per l’emergenza piccioni? «In passato – conclude Diolaiuti – abbiamo provato a limitare la riproduzione dei volatili con mangime a base di nicarbazina, ma senza risultati. Non ci resta, a questo punto, che richiedere di nuovo l’intervento dei falconieri». –

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