Il presidio
L’avvocato Baldassarri presenta i conti. «E non chiamatela mai più maxi notula»
Montecatini, nella Palazzina Regia, davanti alla commissione, racconta di diciassette anni di consulenze per le Terme Spa
Montecatini. «Non emetto notule a vanvera e non prendo in giro i miei clienti: a maggior ragione con la società Terme, con cui ho un rapporto speciale, e infatti non ho promosso decreti ingiuntivi ma ho attivato l'istituto della mediazione per avere gli importi che mi sono dovuti». È un'audizione fiume quella dell'avvocato Marco Baldassari in commissione partecipate. Il legale pistoiese ha cercato di chiarire la sua posizione sul conto da 1,6 milioni di euro presentato come consulente esterno, su incarichi ricevuti fin dal 2002. Si tratta degli ultimi diciassette anni della storia della società di viale Verdi.. Sono mancate però le repliche: il motivo lo ha fatto notare il presidente della commissione Simone Magnani (5 Stelle), che ha chiesto all'Amministratore unico Alessandro Michelotti (presente in apertura di riunione) l'accesso ai documenti e ai conteggi delle varie pratiche: «I consiglieri hanno diritto all'accesso agli atti che sono a conoscenza dei soci, e hanno il dovere del segreto d'ufficio». Prima di lasciare un’affollata Palazzina Regia, l'Au ha però rigettato la richiesta: «La commissione non è competente su questi aspetti, ne discuteranno gli avvocati delle parti in Camera di Commercio (il confronto è fissato per il 16 settembre, nda) e il consiglio dell'Ordine degli avvocati».
L'audizione stava per saltare quando i ranghi sono rientrati. «Non trasformerei la commissione in interrogatorio, tra l'altro la presenza dell'avvocato non era scontata e per nulla dovuta. Lo ringraziamo». Sono state le parole del sindaco Luca Baroncini. Così Baldassarri ha cominciato a tirare le somme (in tutti i sensi), sfogliando uno spesso plico di fogli (forse i conteggi richiesti?) che mai si è mosso dalla sua postazione. «Ho avuto 95 incarichi professionali per conto delle Terme Spa, il primo riguarda il contratto di affitto d'azienda da parte del gruppo ascolano, firmato alle 3 di notte del 30 aprile 2002. Mi hanno confermato e rinnovato la fiducia, firmando procure, tutta una serie di Amministratori unici: Vacchi, Righi, Fortunati, Baldi, Fiori, Paganelli, Raffaelli, per arrivare a Carlo Brogioni e Alessandro Michelotti. Brogioni, che mi ha accusato di aver presentato un conto eccessivo e contro il quale farò valere le mie ragioni in sede legale, mi ha incaricato di seguire il lodo Unipol, che ha portato 5,5 milioni di euro alle Terme».
Ancora il professionista: «In questi 17 anni ho ricevuto acconti per 300.000 euro, e dopo la vittoria dell'arbitrato con gli ascolani a fine 2013 mi sono deciso a chiedere il saldo. A Brogioni nel 2015 ho inviato una lettera (che ha letto in aula, nda) con il prospetto delle prestazioni: lui ha mandato un avvocato nel mio studio per consultare i fascicoli. Mi sono stati offerti 180.000 euro, cifra che ho giudicato offensiva».
Poi è arrivato l'accordo transattivo con Unipol e Michelotti come nuovo Au. «Nell'agosto 2018 – ha proseguito Baldassarri – ho aggiornato i conteggi, proponendo una transazione di 1 milione e 20.000 euro subito e altri 600.000 in 6 anni. A fare i conti, una media di 10.000 euro a pratica seguita».
Siamo all'oggi, al clamore mediatico per una cifra diventata di dominio pubblico con tutta la sua irruenza. «Sono stati giorni spiacevoli per me e per la mia famiglia, ma ho l'esigenza della trasparenza e devo tutelare la mia onorabilità professionale – ha affermato l'avvocato – ho tollerato molte cose, d'ora in avanti non accetto che si parli di maxi notula: è una cosa falsa. Su ogni singola pratica ho presentato conteggi su spettanze medio-basse da tariffario. Chi parla ancora di maxi notula avrà conseguenze giudiziarie».
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