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Liberation Route, Monsummano coltiva la memoria
Simona De Caro spiega che «l'ingresso nella rete europea ci permette di far conoscere cosa avvenne 75 anni fa»
Monsummano. Casa Simoni, dove il 23 agosto 1944 furono ammazzate 23 persone, come “punto di ascolto” dell'Eccidio del Padule di Fucecchio, dove vedere le facce, ascoltare le testimonianze, leggere i documenti, cercare di comprendere.
Ammassati alla parete di quel casolare nell'area palustre dell'Uggia, oltre la variante del Fossetto, passato Cintolese, si trovavano anche Graziella Giacomelli, Silvana Tognozzi e Giampiero Arinci: erano nati l'anno prima, nel '43. Bambini fucilati dai nazifascisti.
L'adesione del Comune di Monsummano al network Liberation Route d'Europa – fondato in Italia nel marzo scorso dai Comuni di Lucca, Capannori, Borgo a Mozzano e dal Parco della pace di Sant'Anna di Stazzema – vuole tentare di dare un altro senso alla strage di 75 anni fa: in tutto 174 civili morti, da Maria Malucchi, appena 4 mesi, a Maria Faustina Arinci, 92 anni. Tanto più che Monsummano ha pagato il più caro tributo quel giorno in quanto a vittime, 74 in totale.
«Con Liberation Route, abbiamo sottoscritto una magna carta che segna l'itinerario dei posti significativi che riguardano la memoria della Seconda Guerra Mondiale – spiega il sindaco Simona De Caro – l'ingresso in questa rete europea ci permette di far conoscere e diffondere l'Eccidio del Padule, cosa avvenne in quei tragici giorni. Si tratta di una forma di conoscenza culturale e della memoria, una frontiera secondo noi molto importante». ggiungono gli assessori Elena Sinimberghi e Monica Marraccini: «Il progetto vuole tracciare una mappa dei luoghi della Liberazione dal nazifascismo, la memoria vista come un'esperienza viva e non soltanto celebrativa. Dobbiamo portare avanti l'idea della pace, la condivisione di un percorso storico, dobbiamo incentivare gli scambi culturali e tra giovani».
Sul concetto di memoria a Monsummano ci lavorano ormai da dodici anni, con il coinvolgimento delle scuole (dalle materne alle superiori) e il coordinamento dell'associazione Mimesis. Sono circa 1.400 gli studenti che hanno partecipato infatti al progetto “Non abbiamo dimenticato”, «dove il teatro è lo strumento principale, è un laboratorio sulla memoria», sottolinea Stefano Tognarelli di Mimesis.
Nell'ambito delle celebrazioni ufficiali di quest'anno (ne parliamo nell'altro articolo), lunedì 26 agosto alle 21,30, nel parco “David Bowie” a Villa Martini, si terrà lo spettacolo “Esercizi di memoria, per il futuro”, preparato negli ultimi due mesi e portato in scena da otto giovanissimi attori. Spiega Tognarelli: «Il filo narrativo dell'anno teatrale appena concluso è stato recuperare la propria memoria e legarla a degli oggetti feticcio. In questo senso il lavoro si è sviluppato sulle vittime, i testimoni e i superstiti dell'Eccidio».
Ribadisce il sindaco di Monsummano: «Dobbiamo insistere sulla memoria, oggi ancora più di ieri». —
Luca Signorini
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