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Cattiva manutenzione provoca sversamenti
Secondo Arpat le acque reflue sono finite sul terreno a causa di una condotta ostruita che porta al depuratore
PESCIA. Una condotta ostruita delle acque reflue genera uno sversamento di residui fognari in alcuni terreni adiacenti a via delle Cartiere. È quanto è accaduto a inizio mese, tanto che la polizia municipale ha richiesto l’intervento dell’Arpat.
I reflui fognari, è stato accertato, provenivano dalla condotta consortile che porta al depuratore dei reflui industriali. Sullo stesso terreno, inoltre, erano visibili residui grigio-bluastri, con l’odore caratteristico del refluo cartario; tali residui erano stati sversati in corrispondenza di alcuni pozzetti di ispezione presenti sulla condotta, che al momento risultavano chiusi da grosse pietre. Alcuni dei pozzetti si sono presentati ai tecnici dell’Arpat in cattivo stato di manutenzione, con fessurazioni in corrispondenza degli stessi sversamenti. I residui non avevano interessato l’acqua del torrente, perché si erano fermati a qualche metro di distanza dalla sponda. Durante l’accertamento è stato riferito, dalle persone presenti sui luoghi, che gli sversamenti erano avvenuti tra le 18 del 31 luglio e le 9 del 1° agosto e che fenomeni simili erano già avvenuti in passato. Successivamente i tecnici Arpat si sono recati nella sede dell’impianto di depurazione in via delle Molina, dove hanno verificato che la condotta non è né di proprietà né in gestione del Consorzio Torrente Pescia, che invece gestisce l’impianto. Sulla condotta, lunga 11 km (e che recapita i reflui all’ingresso dell’impianto per caduta) viene costantemente monitorata la misura della portata dei reflui.
Dalle misure acquisite dal sistema di controllo della ditta è emersa una anomala diminuzione del flusso in ingresso all’impianto tra le 1,10 e le 1, 22 del 1° agosto (si è notata una riduzione della portata di circa il 50%). La condotta risulta gestita dai Comuni di Pescia e di Villa Basilica, con una società che è in liquidazione volontaria dall’11 aprile 2006.
L’ipotesi più verosimile, secondo l’Arpat, è che si sia verificata una ostruzione parziale della condotta, che ha dato luogo al calo di portata in ingresso all’impianto, con conseguente aumento di pressione dei reflui e sversamento. L’ostruzione si è poi risolta spontaneamente. Considerato che episodi simili nello stesso tratto della conduttura sono avvenuti nel maggio 2016 e nel marzo 2017 e visto lo stato di carente manutenzione dei pozzetti, l’Agenzia ha segnalato la situazione ai due Comuni coinvolti affinché, oltre agli interventi di ripristino sul terreno, vengano svolti interventi di manutenzione. –
David Meccoli
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