Il presidio
Gli Amici del Padule criticano l’abbattimento dei cinghiali
L’operazione all’interno della riserva naturale partirà domani sera col coordinamento della polizia provinciale guidata da Franco Monfardini
PONTE BUGGIANESE. «Stupore e rammarico». È chiara fin dall'inizio la posizione dell'associazione ambientalista Amici del Padule di Fucecchio sull'autorizzazione da parte della Regione Toscana che ha dato il via libera alla caccia al cinghiale anche all'interno della riserva naturale La Monaca-Righetti (è esclusa l'area delle Morette). L'annuncio, alla presenza dell'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni, è arrivato lunedì.
Domani sera i cacciatori abilitati dell'Atc Pistoia e le Guardie Venatorie, con il coordinamento della Polizia Provinciale, cominceranno a sparare. L'attività di contenimento proseguirà fino al 31 dicembre nei giorni di martedì e venerdì: si presume che nella zona protetta ci siano circa 300 ungulati, che già hanno provocato ingenti danni alle colture. La richiesta dell'associazione è quella di poter visionare il provvedimento autorizzativo.
«Non siamo pregiudizialmente contrari a interventi di gestione faunistica anche all’interno delle aree protette, purché queste siano condotte nel rispetto delle normative vigenti e sulla base di dati scientifici che ne attestino l’assoluta necessità: riteniamo che il suddetto provvedimento, reso noto non casualmente nella settimana di Ferragosto, non risponda a tali requisiti», scrivono gli Amici del Padule.
Proseguono: «Quel che è più grave, è che la legge prescrive che prima di ricorrere all’uso delle armi da fuoco (che sono meno efficaci) si sarebbe dovuto effettuare attività di cattura mediante trappolamento (utilizzando gabbie chiamate chiusini). Non ci risulta che tale attività sia stata effettuata, nonostante questa procedura sia riportata all’interno del Piano regionale per il controllo del cinghiale nelle riserve naturali. Tutti questi aspetti saranno oggetto di approfondimento legale».
Fratoni aveva detto che l'operazione di posizionamento delle gabbie era passata da un bando pubblico andato però a vuoto. E che dovrebbe essere riproposto. Mentre lo stesso metodo di cattura, secondo quanto affermato dal comandante della Polizia Provinciale, Franco Monfardini, è utilizzato nelle aree contigue alle riserve naturali del Padule.
Secondo l'associazione ambientalista, «questo provvedimento cade in una situazione di grave indeterminatezza della gestione dell’area protetta». Il riferimento è al sindaco di Ponte Buggianese, Nicola Tesi, che era al fianco di Fratoni all'annuncio del via libera agli spari, «come a far capire che lo smembramento (il cosiddetto “spezzatino”) è già cosa fatta e che la nuova gestione si farà prima di tutto a colpi di pallettoni». —
L. S.
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