Meteo
La Texsus di Chiesina Uzzanese alla multinazionale Shalag
L’azienda opera nel settore della produzione di” tessuto non tessuto” l’accordo definitivo sarà stipulato a settembre, salvaguardati i posti di lavoro
CHIESINA UZZANESE. È successo alla Alival di Albinatico, un paio di mesi fa venduta dalla Nuova Castelli al gruppo francese Lactalis. Come l’impresa casearia, adesso cambia bandiera un’altra importante azienda della Valdinievole: la Texsus di Chiesina Uzzanese, con sede in via Livornese di Sopra. Non sarà più italiana, in sostanza. Il 100% delle azioni dello storico produttore di tessuto non tessuto passa dalla Fintex & Partners Italia Spa Holding, che la controllava, al gruppo multinazionale Shalag, che opera nella produzione di tessuto non tessuto con stabilimenti in Nord America e Medio Oriente e la cui capogruppo, Shalag Industries Ltd, è quotata alla Borsa di Tel Aviv. Shalag batte dunque bandiera israeliana. . Secondo lo scarno comunicato di Confindustria Toscana Nord, l’associazione datoriale a cui la Texsus è iscritta, «il timing dell’operazione prevede che l’accordo definitivo venga stipulato nel mese di settembre. Dell’operazione sono state informate le organizzazioni sindacali e le maestranze». Viene inoltre assicurato che «l’acquirente ha dichiarato la propria intenzione di garantire la continuità aziendale mantenendo gli attuali livelli occupazionali».
Che tra l’altro non sono di poco conto: l’azienda di Chiesina, infatti, impiega nel suo stabilimento circa 120 persone, erano 45 nel 2012. La Texsus negli ultimi cinque anni ha investito ben 25 milioni di euro per ampliare di 10.000 metri quadrati lo stabilimento principale (era grande 25.000 mq), che adesso conta tre linee di produzione e nuovi e moderni macchinari.
La produzione di tessuto non tessuto – a ciclo continuo su tre turni, 7 giorni su 7 – è passata da 200 milioni di metri quadrati l’anno a circa 400 milioni. I prodotti finiti sono utilizzati in ambito igienico dai produttori di pannolini quali componenti per la realizzazione dei pannolini per bambino, degli assorbenti per igiene femminile e per i pannolini da adulto.
Non sono mancati comunque i momenti critici, come lo sciopero dei lavoratori nell’autunno del 2017, che protestavano per il taglio alla busta paga di 200 euro mensili come conseguenza della soppressione dei turni domenicali, una misura causata da un calo di ordinativi. Oppure, nell’agosto 2016, il grave infortunio sul lavoro di un operaio 41enne, trascinato in una pressa fino al torace: dopo l’episodio, è iniziato un dibattito interno all’azienda sulle condizioni di sicurezza.
Superate le difficoltà, la Texsus è tornata a crescere. E ora passa di mano. «Le sinergie attese dalla cessione porteranno beneficio ad entrambe le società, che andranno così a costituire insieme il più grande produttore, a livello mondiale, di tessuto non tessuto con tecnologia air through bonded», comunica Confindustria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
